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Cambiamenti di fase, dilatazione e leggi dei gas

I cambiamenti di fase con il calore latente, i modi di scambio del calore, la dilatazione termica, l'esperimento di Joule e le leggi dei gas di Boyle e Gay-Lussac.

In questa lezione
  • I cambiamenti di fase avvengono a temperatura costante: il calore latente Q=mλQ = m\lambda
  • I tre modi di scambio del calore: conduzione (legge di Fourier), convezione, irraggiamento
  • La dilatazione termica lineare e cubica (α3λ\alpha \approx 3\lambda)
  • L'esperimento di Joule: lavoro e calore sono equivalenti
  • Il gas perfetto e il lavoro di un gas (L=PdVL = \int P\,dV)
  • Le leggi dei gas: Boyle e Gay-Lussac

1. I cambiamenti di fase

Quando si scalda un solido, all'inizio la temperatura sale secondo dQ=mcsdTdQ = m c_s\,dT (vedi Introduzione alla termodinamica,…). Ma al momento del passaggio di stato (fusione, ebollizione) accade qualcosa di diverso: la temperatura rimane costante mentre si continua a fornire calore. Le transizioni di fase sono isoterme.

Per esempio, scaldando del ghiaccio su una piastra a TA>0°CT_A > 0\,°\text{C}, prima la sua temperatura sale fino al punto di fusione Tfus=273,15 K=0°CT_{fus} = 273{,}15\ \text{K} = 0\,°\text{C} (calore Q=mcsΔTQ = m c_s\,\Delta T), poi resta a 0°C0\,°\text{C} finché tutto il ghiaccio è diventato acqua.

Q T fusione ebollizione

Il calore assorbito durante la transizione (i tratti orizzontali) è il calore latente:

  Q=mλ  \boxed{\;Q = m\,\lambda\;}

dove λ\lambda è il calore latente specifico del passaggio (di fusione, di vaporizzazione, in J/kg). Non cambia la temperatura: l'energia serve a rompere i legami tra le molecole e riorganizzare la struttura.

Perché il ghiaccio raffredda così bene

Sciogliersi costa molta energia (il calore latente di fusione dell'acqua è grande): per questo un cubetto di ghiaccio raffredda una bibita molto più di acqua fredda alla stessa temperatura. Assorbe calore "a temperatura costante" mentre fonde, prima ancora di scaldarsi.


2. I modi di scambio del calore

Il calore si trasmette in tre modi:

  • Conduzione: attraverso un materiale, per contatto tra molecole vicine (un cucchiaio nel tè caldo).
  • Convezione: per movimento di un fluido (l'aria calda che sale, l'acqua che bolle).
  • Irraggiamento: tramite onde elettromagnetiche, anche nel vuoto (il calore del Sole).

2.1 La legge di Fourier (conduzione)

Il flusso di calore per conduzione attraverso una lastra è proporzionale al gradiente di temperatura dTdx\dfrac{dT}{dx} e all'area SS:

dQ=kdTdxSdtdQ = -k\,\frac{dT}{dx}\,S\,dt

dove kk è la conducibilità termica del materiale, in J/(msK)=W/(mK)\text{J}/(\text{m}\cdot\text{s}\cdot\text{K}) = \text{W}/(\text{m}\cdot\text{K}). Il segno meno indica che il calore fluisce dal caldo al freddo (verso le TT decrescenti). I metalli hanno kk alto (conducono bene), gli isolanti kk basso.


3. La dilatazione termica

Quasi tutti i materiali si dilatano scaldandosi. Per una sbarra di lunghezza iniziale l0l_0, la dilatazione lineare è proporzionale a ΔT\Delta T:

Δl=l0λΔT    l(T)=l0(1+λΔT)\Delta l = l_0\,\lambda\,\Delta T \;\Longrightarrow\; l(T) = l_0(1 + \lambda\,\Delta T)

con λ\lambda coefficiente di dilatazione lineare (in 1/K1/\text{K}).

Per il volume, dilatando le tre dimensioni si ha V=V0(1+λΔT)3V = V_0(1 + \lambda\Delta T)^3. Sviluppando il cubo e trascurando i termini in λ2\lambda^2 e λ3\lambda^3 (piccolissimi):

V(T)=V0(1+λΔT)3V0(1+3λΔT)=V0(1+αΔT)V(T) = V_0(1 + \lambda\Delta T)^3 \approx V_0(1 + 3\lambda\,\Delta T) = V_0(1 + \alpha\,\Delta T)

dove α=3λ\alpha = 3\lambda è il coefficiente di dilatazione cubica.

Materiali isotropi e anisotropi, e l'anomalia dell'acqua

In un materiale isotropo la dilatazione è uguale in tutte le direzioni; in uno anisotropo dipende dalla direzione. L'acqua fa eccezione: tra 00 e 4°C4\,°\text{C} si contrae scaldandosi (la densità è massima a 4°C4\,°\text{C}). È il motivo per cui il ghiaccio galleggia e i laghi gelano dalla superficie, lasciando vivi i pesci sotto.


4. L'esperimento di Joule: lavoro = calore

Un mulinello immerso nell'acqua è messo in rotazione da pesi che cadono. L'energia potenziale gravitazionale dei pesi diventa lavoro sul mulinello, che agita l'acqua e ne alza la temperatura. Joule misurò che il lavoro meccanico fornito è proporzionale all'aumento di temperatura, esattamente come se si fosse fornito calore:

Wad=ΔU=(UfinUin)ΔTW_{ad} = -\Delta U = -(U_{fin} - U_{in}) \propto \Delta T

Questo stabilisce l'equivalenza tra lavoro e calore: sono due modi di trasferire la stessa cosa, l'energia. Il calore non è un fluido speciale, ma energia in transito (lo confermò la conversione 1 cal=4,184 J1\ \text{cal} = 4{,}184\ \text{J} vista in Potenza, energia spesa e forza e…). È la base del primo principio della termodinamica.


5. Il gas perfetto

Per studiare i gas introduciamo un modello ideale, il gas perfetto, valido per un gas rarefatto (bassa densità) e a temperatura molto più alta di quella di liquefazione (TTLT \gg T_L). Le sue ipotesi:

  • le molecole fanno urti elastici (tra loro e con le pareti);
  • non ci sono legami (forze di attrazione) tra le molecole;
  • le dimensioni delle molecole sono trascurabili rispetto alle distanze tra di esse.

In queste condizioni le molecole sono "palline" indipendenti che rimbalzano: un modello semplice ma sorprendentemente accurato per i gas reali in condizioni ordinarie.


6. Il lavoro di un gas

Un gas in un cilindro con pistone può compiere lavoro spingendo il pistone. Se il pistone (area SS) si sposta di dhdh, il volume cambia di dV=SdhdV = S\,dh, e il lavoro è

dL=Fds=PSdh=PdV      L=ABPdV  dL = F\,ds = P\,S\,dh = P\,dV \;\Longrightarrow\; \boxed{\;L = \int_A^B P\,dV\;} gas AB VP L=∫P dV

Graficamente, nel piano PPVV il lavoro è l'area sotto la curva della trasformazione da AA a BB. Questo è centrale: il lavoro di un gas dipende dal percorso seguito nel piano PPVV, non solo dagli stati iniziale e finale.


7. Le leggi dei gas

Sperimentalmente, tenendo fissa una delle tre variabili di stato, si trovano relazioni semplici tra le altre due.

7.1 Legge di Boyle (trasformazione isoterma)

A temperatura costante, pressione e volume sono inversamente proporzionali:

  PV=costante  P1V1=P2V2\boxed{\;P\,V = \text{costante}\;}\qquad P_1 V_1 = P_2 V_2

Nel piano PPVV le isoterme sono iperboli (P=K/VP = K/V); a temperatura più alta corrisponde un'iperbola più "esterna".

7.2 Legge di Gay-Lussac isobara (pressione costante)

A pressione costante, il volume cresce linearmente con la temperatura:

V=V0(1+αT[°C]),α=1273,15 °C1V = V_0\,(1 + \alpha\,T[°\text{C}]), \qquad \alpha = \frac{1}{273{,}15}\ °\text{C}^{-1}

7.3 Legge di Gay-Lussac isocora (volume costante)

A volume costante, la pressione cresce linearmente con la temperatura:

P=P0(1+βT[°C]),β=α=1273,15 °C1P = P_0\,(1 + \beta\,T[°\text{C}]), \qquad \beta = \alpha = \frac{1}{273{,}15}\ °\text{C}^{-1}
Verso la legge dei gas perfetti

La legge isobara si può riscrivere V=V0α(1α+T[°C])=V0αT[K]V = V_0\,\alpha\left(\dfrac{1}{\alpha} + T[°\text{C}]\right) = V_0\,\alpha\,T[\text{K}], cioè VTV \propto T in kelvin. È proprio qui che emerge l'utilità della scala assoluta: usando i kelvin, le leggi dei gas diventano proporzionalità dirette. Mettendo insieme Boyle e Gay-Lussac si ottiene l'equazione di stato dei gas perfetti PV=nRTPV = nRT, argomento della prossima lezione.

TrasformazioneCostanteLeggeNel piano P-V
Isoterma (Boyle)TTPV=costPV = \text{cost}iperbole
Isobara (Gay-Lussac)PPV=V0(1+αT)V = V_0(1+\alpha T)segmento orizzontale
Isocora (Gay-Lussac)VVP=P0(1+βT)P = P_0(1+\beta T)segmento verticale

  • Cambiamenti di fase: avvengono a temperatura costante; calore latente Q=mλQ = m\lambda (fusione, vaporizzazione).
  • Scambio di calore: conduzione (Fourier, dQ=kdTdxSdtdQ = -k\,\tfrac{dT}{dx}\,S\,dt), convezione, irraggiamento.
  • Dilatazione: lineare l=l0(1+λΔT)l = l_0(1+\lambda\Delta T), cubica V=V0(1+αΔT)V = V_0(1+\alpha\Delta T) con α3λ\alpha \approx 3\lambda. L'acqua è anomala (densità massima a 4°C4\,°\text{C}).
  • Joule: lavoro e calore sono equivalenti (entrambi trasferiscono energia).
  • Gas perfetto: rarefatto, urti elastici, niente legami, dimensioni molecolari trascurabili.
  • Lavoro di un gas: L=PdVL = \int P\,dV = area sotto la curva nel piano PPVV; dipende dal percorso.
  • Leggi dei gas: Boyle (PV=costPV = \text{cost}), Gay-Lussac isobara (VTV \propto T) e isocora (PTP \propto T) in kelvin.
Per fissare le idee
  1. Perché, mentre un cubetto di ghiaccio fonde, la sua temperatura resta a 0°C0\,°\text{C} anche se gli si fornisce calore?
  2. Perché il lavoro di un gas dipende dal percorso seguito nel piano PPVV e non solo dagli stati iniziale e finale?
  3. Perché le leggi dei gas si scrivono in modo più semplice usando i kelvin invece dei gradi celsius?