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Introduzione alla termodinamica, temperatura e calore

Sistema termodinamico e variabili di stato, il principio zero e la temperatura, la pressione con la legge di Stevino e il calore con la calorimetria.

In questa lezione
  • Perché serve la termodinamica: descrivere sistemi di tantissime particelle
  • Sistema termodinamico, ambiente, universo; sistemi aperti, chiusi, isolati
  • Variabili di stato (P,V,TP, V, T) ed equilibrio termodinamico
  • Il principio zero e la definizione operativa di temperatura
  • Le scale di temperatura (kelvin, celsius, fahrenheit)
  • La pressione e la legge di Stevino
  • Il calore, il calore specifico e la calorimetria

1. Perché la termodinamica

Con la meccanica sappiamo descrivere il moto di un corpo con F=ma\vec F = m\vec a. Ma un gas in un recipiente contiene un numero enorme di molecole (dell'ordine di NA1023N_A \sim 10^{23}): è impensabile scrivere e risolvere un'equazione del moto per ciascuna.

La termodinamica cambia strategia: rinuncia a seguire le singole particelle e descrive il sistema con poche grandezze macroscopiche (temperatura, pressione, volume), che riassumono il comportamento collettivo di miliardi di miliardi di molecole. Compare anche una nuova forma di energia, il calore, legato proprio all'agitazione microscopica.


2. Il sistema termodinamico

Per studiare un fenomeno dividiamo l'universo in tre parti:

  • il sistema: la porzione che studiamo (per esempio il gas nel recipiente);
  • l'ambiente: tutto ciò che lo circonda e con cui può interagire;
  • l'universo termodinamico: sistema + ambiente insieme.
SISTEMA AMBIENTE

A seconda di cosa il sistema può scambiare con l'ambiente:

Tipo di sistemaScambia materiaScambia energia
Aperto
Chiusono
Isolatonono

2.1 Le variabili di stato

Lo stato di un sistema all'equilibrio si descrive con poche grandezze macroscopiche. Le principali:

  • temperatura TT, pressione PP, volume VV (le tre variabili di stato fondamentali);
  • massa mm, densità ρ=mV\rho = \dfrac{m}{V} in kg/m3\text{kg/m}^3;
  • calore QQ (scambiato, non una proprietà dello stato).
Grandezze estensive e intensive

Le grandezze estensive dipendono dalla quantità di materia (massa mm, volume VV, capacità termica CC): se raddoppi il sistema, raddoppiano. Le grandezze intensive non dipendono dalle dimensioni (temperatura TT, pressione PP, densità ρ\rho, calore specifico csc_s): restano uguali. Tagliando a metà una pentola d'acqua bollente, ogni metà ha metà massa (estensiva) ma la stessa temperatura (intensiva).

2.2 Equilibrio termodinamico

Un sistema è in equilibrio termodinamico quando le sue variabili di stato sono costanti nel tempo e uniformi. Questo richiede tre equilibri contemporanei:

  • meccanico: pressione uniforme (niente spinte sbilanciate);
  • termico: temperatura uniforme (niente flussi di calore interni);
  • chimico: composizione stabile (niente reazioni in corso).

3. Il principio zero e la temperatura

Le tre variabili di stato non sono indipendenti: sono legate da un'equazione di stato f(P,V,T)=0f(P, V, T) = 0, che permette di esprimerne una in funzione delle altre due, per esempio T(P,V)T(P, V).

3.1 Il principio zero

Principio zero della termodinamica. Se due sistemi AA e BB sono ciascuno in equilibrio termico con un terzo sistema CC, allora sono in equilibrio termico anche tra loro.

TA=TC   e   TB=TC    TA=TBT_A = T_C \;\text{ e }\; T_B = T_C \;\Longrightarrow\; T_A = T_B

Sembra ovvio, ma è proprio ciò che dà senso al concetto di temperatura: esiste una grandezza (la temperatura) tale che due corpi in equilibrio termico hanno lo stesso valore. È anche il principio che rende possibile il termometro: il sistema CC è lo strumento, che messo a contatto con AA e con BB ne confronta le temperature.

3.2 I termometri

Un termometro sfrutta una proprietà fisica XX che varia con la temperatura, tramite una funzione termometrica T=θ(X)T = \theta(X). Esempi:

TermometroProprietà che varia
a liquidodilatazione (lunghezza ΔL\Delta L)
a resistenzaresistenza elettrica ΔR\Delta R
a gaspressione ΔP\Delta P (a volume costante)
termocoppiatensione elettrica ΔV\Delta V

Nel caso più semplice la relazione è lineare, T=θ(X)=aXT = \theta(X) = a\,X. La costante aa si fissa con un punto di riferimento universale, il punto triplo dell'acqua (dove coesistono ghiaccio, acqua e vapore), a cui si assegna per definizione

Tpt=273,16 K=aXpt    a=273,16XptT_{pt} = 273{,}16\ \text{K} = a\,X_{pt} \;\Longrightarrow\; a = \frac{273{,}16}{X_{pt}}

da cui, per un termometro tarato su quel punto:

T=273,16XXptT = 273{,}16\cdot\frac{X}{X_{pt}}

3.3 Le scale di temperatura

  • Kelvin (K): la scala assoluta del SI. Fusione del ghiaccio a 273,15 K273{,}15\ \text{K}, ebollizione dell'acqua a 373,15 K373{,}15\ \text{K}.
  • Celsius (°C): stessa "ampiezza" di grado (1°C=1K1\,°\text{C} = 1\,\text{K}), ma origine spostata alla fusione del ghiaccio:
T[°C]=T[K]273,15T[°\text{C}] = T[\text{K}] - 273{,}15
  • Fahrenheit (°F): scala anglosassone, con 0°F0\,°\text{F} e 100°F100\,°\text{F} definiti storicamente (miscela ghiaccio-sale e temperatura corporea):
T[°F]=95T[°C]+32T[°\text{F}] = \frac{9}{5}\,T[°\text{C}] + 32
Differenze di temperatura

Poiché celsius e kelvin hanno lo stesso passo, una variazione di temperatura è identica nelle due scale: ΔT[°C]=ΔT[K]\Delta T[°\text{C}] = \Delta T[\text{K}]. Negli esercizi sul calore (Q=mcsΔTQ = mc_s\Delta T) conviene ricordarlo: per i ΔT\Delta T non serve convertire tra °C e K.


4. La pressione

La pressione è la forza esercitata perpendicolarmente su una superficie, per unità di area:

P=FS[P]=Nm2=Pa (pascal)P = \frac{F}{S} \qquad [P] = \frac{\text{N}}{\text{m}^2} = \text{Pa (pascal)}

4.1 La legge di Stevino

In un fluido la pressione aumenta con la profondità, per il peso della colonna di fluido sovrastante. Partendo da P=FS=mgS=ρVgS=ρShgS=ρghP = \dfrac{F}{S} = \dfrac{mg}{S} = \dfrac{\rho V g}{S} = \dfrac{\rho\,S\,h\,g}{S} = \rho g h, si ottiene la legge di Stevino:

  P=P0+ρgh  \boxed{\;P = P_0 + \rho\,g\,h\;}

dove P0P_0 è la pressione in superficie e hh la profondità. È il principio dei manometri a U, usati anche nei termometri a gas a volume costante (la pressione del gas segnala la temperatura).

h

5. Il calore

Mettendo a contatto due corpi a temperatura diversa, l'esperienza dice che il più caldo si raffredda e il più freddo si scalda, finché raggiungono la stessa temperatura. Ciò che passa dall'uno all'altro è il calore QQ, una forma di energia (si misura in joule):

T_C T_F Q
Calore e temperatura non sono la stessa cosa

La temperatura è una variabile di stato (misura l'agitazione media delle molecole). Il calore è energia in transito da un corpo all'altro a causa di una differenza di temperatura: non è una proprietà di un corpo ("contenuto di calore"), ma qualcosa che si scambia, come il lavoro in meccanica.

5.1 Calore specifico e capacità termica

Per scaldare un corpo di un piccolo dTdT serve una quantità di calore proporzionale alla massa e alla variazione di temperatura:

dQ=mcsdT=CdTdQ = m\,c_s\,dT = C\,dT

dove:

  • csc_s è il calore specifico (in J/(kgK)\text{J}/(\text{kg}\cdot\text{K})): proprietà intensiva del materiale, dice quanto è "difficile" scaldarlo;
  • C=mcsC = m\,c_s è la capacità termica (in J/K\text{J}/\text{K}): proprietà estensiva dell'oggetto specifico.

Per una variazione finita (con csc_s circa costante):

Q=mcsdTmcsΔT=CΔTQ = m\int c_s\,dT \approx m\,c_s\,\Delta T = C\,\Delta T
Perché l'acqua "tiene" il calore

L'acqua ha un calore specifico molto alto (cs4186 J/(kg⋅K)c_s \approx 4186\ \text{J}/(\text{kg·K})): serve molta energia per scaldarla, e ne rilascia molta raffreddandosi. È il motivo per cui il mare mitiga il clima delle coste e per cui l'acqua è un ottimo fluido per i radiatori.

5.2 Calorimetria: la temperatura di equilibrio

Mettiamo a contatto due corpi AA (caldo, TCT_C) e BB (freddo, TFT_F), isolati dall'esterno. Il calore ceduto da AA è assorbito da BB, finché raggiungono la temperatura comune TeT_e:

QassB=mBcsB(TeTF)QcedA=mAcsA(TeTC)Q_{ass}^B = m_B\,c_s^B\,(T_e - T_F) \qquad Q_{ced}^A = m_A\,c_s^A\,(T_e - T_C)

Per la conservazione dell'energia, ciò che uno cede l'altro lo assorbe: QcedA=QassBQ_{ced}^A = -Q_{ass}^B. Sostituendo e risolvendo per TeT_e:

  Te=mAcsATC+mBcsBTFmAcsA+mBcsB=CATC+CBTFCA+CB  \boxed{\;T_e = \frac{m_A\,c_s^A\,T_C + m_B\,c_s^B\,T_F}{m_A\,c_s^A + m_B\,c_s^B} = \frac{C_A\,T_C + C_B\,T_F}{C_A + C_B}\;}

La temperatura di equilibrio è una media pesata delle temperature iniziali, con pesi le capacità termiche: il corpo con capacità termica maggiore "tira" TeT_e verso la propria temperatura.


6. Esercizi

6.1 Scaldare una lastra di vetro (Es. 29 cap. 16, Walker)

m=55 g=0,055 kgm = 55\ \text{g} = 0{,}055\ \text{kg} di vetro (cv=628 J/(kg⋅K)c_v = 628\ \text{J}/(\text{kg·K})), riscaldato di ΔT=15°C\Delta T = 15\,°\text{C}. Quanto calore serve?

Q=mcvΔT=0,05562815518 JQ = m\,c_v\,\Delta T = 0{,}055\cdot 628\cdot 15 \approx 518\ \text{J}

(ricordando che ΔT[°C]=ΔT[K]\Delta T[°\text{C}] = \Delta T[\text{K}]).

6.2 Proiettile che si scalda (Es. 31 cap. 16)

Un proiettile (m=5 g=0,005 kgm = 5\ \text{g} = 0{,}005\ \text{kg}, cp=129,8 J/(kg⋅K)c_p = 129{,}8\ \text{J}/(\text{kg·K})) viaggia a vi=250 m/sv_i = 250\ \text{m/s}. Nell'impatto metà della sua energia cinetica si trasforma in calore che lo scalda. Di quanto aumenta la temperatura?

Energia cinetica iniziale e calore assorbito:

Ki=12mvi2=120,0052502156 J    Qass=Ki278 JK_i = \frac{1}{2}m\,v_i^2 = \frac{1}{2}\cdot 0{,}005\cdot 250^2 \approx 156\ \text{J} \;\Longrightarrow\; Q_{ass} = \frac{K_i}{2} \approx 78\ \text{J} ΔT=Qassmcp=780,005129,8120 K=120°C\Delta T = \frac{Q_{ass}}{m\,c_p} = \frac{78}{0{,}005\cdot 129{,}8} \approx 120\ \text{K} = 120\,°\text{C}
Energia meccanica in calore

Qui l'energia meccanica non si conserva: l'urto la trasforma in calore (è il ruolo delle forze non conservative anticipato all'inizio). È il ponte tra meccanica e termodinamica che il prossimo capitolo (primo principio) formalizzerà.

6.3 Quanti oggetti d'argento? (Es. 29 cap. 16, Walker)

In mH2O=0,22 kgm_{H_2O} = 0{,}22\ \text{kg} di acqua a TH2O=14°CT_{H_2O} = 14\,°\text{C} si immergono pezzetti d'argento da mp=103 kgm_p = 10^{-3}\ \text{kg} ciascuno (cAg=234 J/(kg⋅K)c_{Ag} = 234\ \text{J}/(\text{kg·K})) a Tp=85°CT_p = 85\,°\text{C}. All'equilibrio Te=25°CT_e = 25\,°\text{C}. Quanti pezzetti #p\#_p sono stati immersi?

Calore ceduto dai pezzetti = calore assorbito dall'acqua (Qced=QassQ_{ced} = -Q_{ass}):

#pmpcAg(TpTe)=mH2OcH2O(TeTH2O)\#_p\,m_p\,c_{Ag}\,(T_p - T_e) = m_{H_2O}\,c_{H_2O}\,(T_e - T_{H_2O}) #p=mH2OcH2O(TeTH2O)mpcAg(TpTe)=0,224186(2514)103234(8525)721\#_p = \frac{m_{H_2O}\,c_{H_2O}\,(T_e - T_{H_2O})}{m_p\,c_{Ag}\,(T_p - T_e)} = \frac{0{,}22\cdot 4186\cdot(25 - 14)}{10^{-3}\cdot 234\cdot(85 - 25)} \approx 721

Servono circa 721 pezzetti: nonostante l'argento sia molto più caldo, il suo basso calore specifico e la piccola massa fanno sì che ne occorrano tantissimi per scaldare l'acqua di soli 11 gradi.


  • La termodinamica descrive sistemi di moltissime particelle con grandezze macroscopiche.
  • Sistema (aperto/chiuso/isolato), ambiente, universo. Variabili di stato: P,V,TP, V, T (legate da f(P,V,T)=0f(P,V,T)=0).
  • Grandezze estensive (m,V,Cm, V, C) e intensive (T,P,ρ,csT, P, \rho, c_s).
  • Principio zero: TA=TCT_A = T_C e TB=TCTA=TBT_B = T_C \Rightarrow T_A = T_B: dà senso alla temperatura e ai termometri.
  • Scale: T[°C]=T[K]273,15T[°\text{C}] = T[\text{K}] - 273{,}15; T[°F]=95T[°C]+32T[°\text{F}] = \tfrac{9}{5}T[°\text{C}] + 32; ΔT[°C]=ΔT[K]\Delta T[°\text{C}] = \Delta T[\text{K}].
  • Pressione: P=F/SP = F/S [Pa]; Stevino: P=P0+ρghP = P_0 + \rho g h.
  • Calore: QQ [J], energia in transito. dQ=mcsdT=CdTdQ = m c_s\,dT = C\,dT, con C=mcsC = m c_s.
  • Calorimetria: Te=CATC+CBTFCA+CBT_e = \dfrac{C_A T_C + C_B T_F}{C_A + C_B} (media pesata sulle capacità termiche).
Per fissare le idee
  1. Perché la temperatura è intensiva mentre la capacità termica è estensiva?
  2. Due corpi della stessa massa ma di materiali diversi ricevono lo stesso calore: si scaldano uguale? Da cosa dipende?
  3. Nel problema dei pezzetti d'argento, perché ne servono così tanti pur essendo molto più caldi dell'acqua?