Forza peso, reazione vincolare e attrito
La forza peso e il newton, la reazione vincolare normale, il peso apparente in ascensore e le forze di attrito statico e dinamico.
- La forza peso e l'unità di forza, il newton
- La reazione vincolare normale
- Il peso apparente in ascensore:
- La forza d'attrito: statico () e dinamico ()
1. La forza peso
Come visto in Terzo principio della dinamica e…, tutti i corpi che si muovono vicino alla superficie terrestre si possono trattare come soggetti a una accelerazione costante, l'accelerazione di gravità:
Questo valore viene dalla legge di gravitazione applicata alla Terra: raccogliendo i fattori costanti (massa e raggio terrestri, più ) si ottiene proprio .
Dalla formula si ricava che ha unità (la seconda forma si ottiene sostituendo , che vedremo tra poco).
La forza con cui la Terra attrae un corpo di massa si chiama forza peso:
È sempre diretta verso il basso. Poiché è la stessa per tutti, una piuma e una cassa da subiscono la stessa accelerazione (cadono insieme, in assenza d'aria), ma hanno peso diverso, perché il peso dipende dalla massa.
La massa (in kg) misura la quantità di materia e l'inerzia del corpo: è la stessa ovunque. Il peso (in newton) è una forza, e dipende da dove ci si trova: sulla Luna, dove è circa un sesto, la stessa massa pesa sei volte di meno. Confondere kg e newton è uno degli errori più frequenti.
1.1 Il newton
L'unità di misura della forza nel SI è il newton (N). Dalla relazione (o ):
Un newton è la forza che imprime a una massa di un'accelerazione di .
2. La reazione vincolare normale
Un corpo appoggiato a un tavolo non cade: la forza peso lo tira verso il basso, ma qualcosa la bilancia. Quel qualcosa è la reazione vincolare.
Un vincolo è un qualsiasi corpo che limita il movimento nello spazio (un tavolo, un pavimento, una parete). La reazione vincolare è la forza che il vincolo esercita sul corpo, come contrapposizione all'azione che il corpo esercita su di esso.
La componente perpendicolare alla superficie del vincolo si chiama reazione vincolare normale ("normale" significa proprio perpendicolare):
Per un corpo fermo su un piano orizzontale, le due forze si bilanciano: dal secondo principio lungo la verticale, con accelerazione nulla, si ha , cioè . Ma attenzione: questo è vero solo in questa situazione. La reazione normale non è sempre uguale al peso, come mostra subito l'esempio dell'ascensore.
3. L'ascensore: il peso apparente
Consideriamo una persona di massa dentro un ascensore. Sulla persona agiscono due forze: il peso verso il basso e la reazione normale del pavimento verso l'alto. Il valore di è ciò che una bilancia sotto i piedi misurerebbe, cioè il peso apparente.
Scegliamo un asse verticale verso l'alto e applichiamo il secondo principio alla persona. La somma delle forze è uguale a :
da cui
dove è l'accelerazione dell'ascensore (con segno: positiva verso l'alto). Analizziamo i tre casi:
| Situazione | Accelerazione | Reazione normale | Peso apparente |
|---|---|---|---|
| Ascensore fermo o a velocità costante | uguale al peso reale | ||
| In salita accelerata | ci si sente più pesanti | ||
| In discesa accelerata | ci si sente più leggeri |
Quando un ascensore parte verso l'alto, il pavimento spinge più forte sui piedi (): è la sensazione di "schiacciamento". Quando parte verso il basso, la spinta diminuisce () e si sente quel vuoto allo stomaco. In caduta libera () si avrebbe : assenza di peso apparente, la stessa condizione degli astronauti in orbita.
4. La forza d'attrito
Finora le superfici erano lisce. In realtà, quando un corpo si muove (o tende a muoversi) in contatto con la superficie di un vincolo, in direzione parallela a questa, risente di una reazione vincolare diretta in verso opposto al moto: la chiamiamo forza d'attrito.
4.1 Attrito statico
Supponiamo di spingere il corpo con una forza orizzontale non ancora sufficiente a metterlo in moto. Il corpo resta fermo: siamo nel caso statico. Applichiamo il secondo principio lungo i due assi (accelerazione nulla in entrambi):
L'attrito statico è una forza che si adatta: vale esattamente quanto serve per bilanciare la spinta , mantenendo il corpo fermo. Ma non può crescere all'infinito.
4.2 Attrito statico massimo
L'attrito statico ha un valore massimo, oltre il quale il corpo si mette in moto:
dove:
- è il coefficiente di attrito statico;
- è la reazione vincolare normale.
Due proprietà:
- c'è proporzionalità lineare tra la reazione normale e l'attrito massimo: premere di più il corpo contro la superficie aumenta l'attrito disponibile;
- è un numero adimensionale, dipendente dai materiali a contatto, di solito compreso tra 0 e 1.
rappresenta il valore massimo che la forza di attrito statico può assumere reagendo alle altre forze, prima di lasciare che il corpo si metta in moto. Finché la spinta resta sotto questa soglia, il corpo non parte.
Sia e . Il corpo parte quando la spinta supera l'attrito statico massimo: Serve quindi una forza maggiore di per metterlo in movimento.
4.3 Attrito dinamico
Una volta vinto l'attrito statico massimo, il corpo si muove, ma continua a risentire di un attrito, che chiamiamo dinamico:
con coefficiente di attrito dinamico. A differenza di quello statico, l'attrito dinamico è costante (non si adatta): finché il corpo scivola, vale sempre . In genere : serve più forza per far partire un corpo che per tenerlo in movimento.
Il grafico riassume tutto: finché si spinge poco, l'attrito statico cresce insieme alla spinta (tratto a 45°), fino al massimo . Superata quella soglia il corpo parte e l'attrito scende al valore dinamico costante .
Sia , , , e applichiamo (più dei necessari, quindi il corpo si muove). Il secondo principio lungo :
Riepilogo
- Forza peso: , diretta verso il basso, con . Massa (kg) e peso (newton) sono grandezze diverse.
- Newton: .
- Reazione vincolare normale : perpendicolare alla superficie del vincolo. Vale solo per un corpo fermo su un piano orizzontale.
- Peso apparente in ascensore: . Maggiore del peso in salita accelerata, minore in discesa.
- Attrito statico: si adatta alla spinta, fino al massimo .
- Attrito dinamico: costante mentre il corpo scivola, , con .
- I coefficienti sono adimensionali e dipendono dai materiali a contatto.
- Perché in caduta libera la bilancia segnerebbe zero pur essendo il peso reale invariato?
- Spingi una cassa con forza crescente e a un certo punto parte di scatto, poi sembra più facile tenerla in moto. Quale proprietà dei coefficienti d'attrito spiega questo "scatto"?
- L'attrito massimo dipende da , non dall'area di contatto. Una gomma larga e una stretta, a parità di peso, danno lo stesso attrito massimo: ti convince? Dove sta l'eventuale trucco nei pneumatici reali?