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Formule del moto uniformemente accelerato e introduzione alla dinamica

Le leggi orarie del moto uniformemente accelerato applicate a problemi di frenata e semaforo, e l'inizio della dinamica con i principi di Newton e le quattro forze fondamentali.

In questa lezione
  • Le due leggi orarie del moto uniformemente accelerato, ricavate per integrazione: v(t)=v0+atv(t) = v_0 + at e x(t)=x0+v0t+12at2x(t) = x_0 + v_0 t + \tfrac{1}{2}at^2
  • Problema 1.4: frenata di un'auto (tempo e spazio di arresto), con controllo dimensionale e conversione km/h → m/s
  • Problema 1.5: arrivo a un semaforo (accelerazione, tempo, velocità di transito)
  • Inizio della dinamica: la forza come causa del moto, primo e secondo principio di Newton, le quattro forze fondamentali

1. Punto di partenza

Riprendiamo le due definizioni che useremo di continuo:

v=dxdt,a=dvdtv = \frac{dx}{dt}, \qquad a = \frac{dv}{dt}

Nel moto uniformemente accelerato l'accelerazione è costante. Da questa sola ipotesi ricaviamo, integrando, prima la velocità e poi la posizione in funzione del tempo. Lo schema è sempre lo stesso: si parte dalla definizione di derivata, la si "inverte" integrando, e si impongono le condizioni iniziali.


2. Le leggi orarie del moto uniformemente accelerato

2.1 Velocità: v(t)=v0+atv(t) = v_0 + at

Partiamo dalla definizione di accelerazione e separiamo i differenziali:

a=dvdtdv=adta = \frac{dv}{dt} \quad\Longrightarrow\quad dv = a\,dt

Integriamo il tempo da 00 a tt e la velocità dal valore iniziale v0v_0 al valore v(t)v(t):

v0v(t)dv=0tadt\int_{v_0}^{v(t)} dv = \int_{0}^{t} a\,dt

Poiché aa è costante esce dall'integrale:

vv0v(t)=at0tv(t)v0=atv\Big|_{v_0}^{v(t)} = a\,t\Big|_{0}^{t} \quad\Longrightarrow\quad v(t) - v_0 = a\,t

da cui la legge della velocità:

  v(t)=v0+at  \boxed{\;v(t) = v_0 + a\,t\;}

2.2 Posizione: x(t)=x0+v0t+12at2x(t) = x_0 + v_0 t + \tfrac{1}{2}at^2

Ora che conosciamo v(t)v(t), ripetiamo il procedimento partendo dalla definizione di velocità:

v=dxdtx0x(t)dx=0tvdt=x(t)x0v = \frac{dx}{dt} \quad\Longrightarrow\quad \int_{x_0}^{x(t)} dx = \int_{0}^{t} v\,dt = x(t) - x_0

Sostituiamo v=v0+atv = v_0 + at e spezziamo l'integrale nei due termini:

0t(v0+at)dt=0tv0dt+0tatdt=v00tdt+a0ttdt\int_{0}^{t} (v_0 + at)\,dt = \int_{0}^{t} v_0\,dt + \int_{0}^{t} at\,dt = v_0\int_{0}^{t} dt + a\int_{0}^{t} t\,dt

Il primo integrale dà v0tv_0\,t; il secondo dà at22a\,\dfrac{t^2}{2} (poiché l'integrale di tt è t22\tfrac{t^2}{2}):

v0t0t+at220t=v0t+12at2=x(t)x0v_0\,t\Big|_{0}^{t} + a\,\frac{t^2}{2}\Big|_{0}^{t} = v_0\,t + \frac{1}{2}a\,t^2 = x(t) - x_0

da cui la legge oraria:

  x(t)=x0+v0t+12at2  \boxed{\;x(t) = x_0 + v_0\,t + \frac{1}{2}a\,t^2\;}
Le tre formule da ricordare

Queste due leggi, insieme alla relazione senza tempo vista in Legge oraria, moto uniforme, acc…, sono il kit completo del moto uniformemente accelerato: v(t)=v0+atx(t)=x0+v0t+12at2v2=v02+2aΔxv(t) = v_0 + at \qquad x(t) = x_0 + v_0 t + \tfrac{1}{2}at^2 \qquad v^2 = v_0^2 + 2a\,\Delta x In un problema si scelgono in base ai dati: se manca il tempo si usa la terza, altrimenti le prime due.


3. Problema 1.4 (Mazzoldi): frenata

Un'auto viaggia a v0=100 km/hv_0 = 100\ \text{km/h} e frena con accelerazione costante a=3,5 m/s2a = -3{,}5\ \text{m/s}^2 (moto uniformemente accelerato, o meglio decelerato). Trovare: (a) il tempo di arresto tat_a; (b) lo spazio di arresto xax_a.

3.1 Conversione delle unità

Prima di tutto portiamo la velocità in unità SI (metri al secondo). Si moltiplica per 10001000 (metri in un km) e si divide per 36003600 (secondi in un'ora):

v0=100kmh1000 m1 km1 h3600 s=1003,627 msv_0 = 100\,\frac{\text{km}}{\text{h}}\cdot\frac{1000\ \text{m}}{1\ \text{km}}\cdot\frac{1\ \text{h}}{3600\ \text{s}} = \frac{100}{3{,}6} \approx 27\ \frac{\text{m}}{\text{s}}
Il fattore 3,6

Passare da km/h a m/s significa sempre dividere per 3,6; passare da m/s a km/h significa moltiplicare per 3,6. Vale la pena memorizzarlo: 3,6=3600/10003{,}6 = 3600/1000.

3.2 Tempo di arresto

L'auto si ferma quando la velocità si annulla. Imponiamo v(ta)=0v(t_a) = 0 nella legge della velocità:

v(ta)=v0+ata=0ta=v0a=273,57,7 s8 sv(t_a) = v_0 + a\,t_a = 0 \quad\Longrightarrow\quad t_a = -\frac{v_0}{a} = -\frac{27}{-3{,}5} \approx 7{,}7\ \text{s} \approx 8\ \text{s}

(In aula il valore è stato arrotondato a 7 s\approx 7\ \text{s}; con i numeri esatti si ottiene 27,8/3,57,9 s27{,}8/3{,}5 \approx 7{,}9\ \text{s}.)

Controllo dimensionale

Conviene verificare che ta=v0at_a = -\dfrac{v_0}{a} abbia davvero le dimensioni di un tempo: [ta]=[v][a]=[L]/[T][L]/[T]2=[L][T][T]2[L]=[T][t_a] = \frac{[v]}{[a]} = \frac{[L]/[T]}{[L]/[T]^2} = \frac{[L]}{[T]}\cdot\frac{[T]^2}{[L]} = [T] In unità: m/sm/s2=mss2m=s\dfrac{\text{m/s}}{\text{m/s}^2} = \dfrac{\text{m}}{\text{s}}\cdot\dfrac{\text{s}^2}{\text{m}} = \text{s}. Tutto torna.

3.3 Spazio di arresto

Lo spazio percorso fino alla fermata è lo spostamento tra la partenza e l'istante tat_a:

xax0=v0ta+12ata2=277+12(3,5)72=18985,75103 mx_a - x_0 = v_0\,t_a + \frac{1}{2}a\,t_a^2 = 27\cdot 7 + \frac{1}{2}(-3{,}5)\cdot 7^2 = 189 - 85{,}75 \approx 103\ \text{m} 0 x₀ xₐ x spazio percorso Δx
Sui numeri

In aula il conto è stato arrotondato in modo grossolano (scrivendo 189190189 \approx 190 e 123,51,8\tfrac{1}{2}\cdot 3{,}5 \approx 1{,}8) ottenendo un valore intorno ai 90100 m90\text{–}100\ \text{m}. Il valore preciso è xax0=v022a=27,827110 mx_a - x_0 = \dfrac{v_0^2}{2|a|} = \dfrac{27{,}8^2}{7} \approx 110\ \text{m}. Per un'auto a 100 km/h, dunque, lo spazio di frenata è di circa cento metri: un ordine di grandezza utile da tenere a mente.


4. Problema 1.5 (Mazzoldi): il semaforo

Un'auto viaggia a v0=80 km/hv_0 = 80\ \text{km/h} e vede il semaforo rosso a distanza d=100 md = 100\ \text{m}. (a) Quale accelerazione costante serve per fermarsi esattamente al semaforo? (b) Quanto tempo impiega? (c) Se invece il semaforo passa da rosso a verde dopo 6 s6\ \text{s}, quale accelerazione costante serve per transitare proprio quando scatta il verde? (d) Con il limite di 50 km/h50\ \text{km/h}, in questo caso l'auto prende la multa?

Impostazione comune: il moto è uniformemente accelerato, quindi valgono

v(t)=v0+at,x(t)=x0+v0t+12at2v(t) = v_0 + a\,t, \qquad x(t) = x_0 + v_0\,t + \frac{1}{2}a\,t^2

con v0=80/3,622 m/sv_0 = 80/3{,}6 \approx 22\ \text{m/s}.

4.1 (a)–(b) Fermarsi al semaforo

Imponiamo le due condizioni: all'istante di arresto tdt_d la velocità è nulla e lo spazio percorso è esattamente dd:

(1)v(td)=v0+atd=0(2)v0td+12atd2=d(1)\quad v(t_d) = v_0 + a\,t_d = 0 \qquad\qquad (2)\quad v_0\,t_d + \frac{1}{2}a\,t_d^2 = d

Dalla (1)(1) ricaviamo a=v0tda = -\dfrac{v_0}{t_d} e lo sostituiamo nella (2)(2):

v0td+12(v0td)td2=v0td12v0td=12v0td=dv_0\,t_d + \frac{1}{2}\left(-\frac{v_0}{t_d}\right)t_d^2 = v_0\,t_d - \frac{1}{2}v_0\,t_d = \frac{1}{2}v_0\,t_d = d

da cui il tempo (risposta b):

td=2dv0=210080/3,6=20022,29 st_d = \frac{2d}{v_0} = \frac{2\cdot 100}{80/3{,}6} = \frac{200}{22{,}2} \approx 9\ \text{s}

Tornando alla (1)(1) otteniamo l'accelerazione (risposta a):

a=v0td=v022d=2222100=4842002,4 ms2a = -\frac{v_0}{t_d} = -\frac{v_0^2}{2d} = -\frac{22^2}{2\cdot 100} = -\frac{484}{200} \approx -2{,}4\ \frac{\text{m}}{\text{s}^2}

(In aula arrotondato a 2,2 m/s2\approx -2{,}2\ \text{m/s}^2.) Il segno negativo conferma che si tratta di una decelerazione.

4.2 (c) Transitare quando scatta il verde

Ora l'auto non si ferma: deve percorrere la distanza dd in un tempo fissato ts=6 st_s = 6\ \text{s}. Resta valida la legge oraria, con la sola condizione sullo spazio:

x(ts)x0=v0ts+12ats2=dx(t_s) - x_0 = v_0\,t_s + \frac{1}{2}a\,t_s^2 = d

Risolviamo rispetto ad aa:

a=2(dv0ts)ts2=2(100226)36=2(100132)36=64361,8 ms2a = \frac{2\,(d - v_0\,t_s)}{t_s^2} = \frac{2\,(100 - 22\cdot 6)}{36} = \frac{2\,(100 - 132)}{36} = \frac{-64}{36} \approx -1{,}8\ \frac{\text{m}}{\text{s}^2}

L'accelerazione è ancora negativa: viaggiando a 80 km/h l'auto arriverebbe troppo presto, quindi deve comunque rallentare per non superare il semaforo prima del verde. (In aula il valore è stato arrotondato a 1,5 m/s2\approx -1{,}5\ \text{m/s}^2.)

4.3 (d) Multa o no?

La velocità con cui l'auto transita è quella all'istante tst_s:

v(ts)=v0+ats=22+(1,8)611 msv(t_s) = v_0 + a\,t_s = 22 + (-1{,}8)\cdot 6 \approx 11\ \frac{\text{m}}{\text{s}}

Riconvertendo in km/h (moltiplicando per 3,63{,}6):

v(ts)113,640 kmh  <  50 kmhv(t_s) \approx 11\cdot 3{,}6 \approx 40\ \frac{\text{km}}{\text{h}} \;<\; 50\ \frac{\text{km}}{\text{h}}

La velocità di transito è sotto il limite, quindi niente multa. (Con i valori arrotondati usati in aula, a1,5 m/s2a \approx -1{,}5\ \text{m/s}^2, si ottiene v(ts)13 m/s46 km/hv(t_s) \approx 13\ \text{m/s} \approx 46\ \text{km/h}: comunque sotto i 50 km/h, stessa conclusione.)


5. Dinamica: la causa del moto

Con la cinematica sappiamo descrivere il moto. La dinamica affronta la domanda successiva: che cosa lo provoca? La risposta introduce un concetto nuovo, la forza, intesa come misura dell'interazione tra corpi, cioè la causa del moto.

5.1 Primo principio di Newton (principio di inerzia)

Primo principio. Se un corpo è isolato, cioè non interagisce con nessun altro, allora si muove di moto rettilineo uniforme, oppure al più resta fermo.

È il principio di inerzia. In assenza di interazioni la velocità non cambia: restare fermi (velocità nulla) o procedere in linea retta a velocità costante sono, dal punto di vista della dinamica, la stessa situazione. Per modificare la velocità di un corpo, cioè per accelerarlo, serve sempre un'interazione con qualcos'altro.

5.2 Secondo principio di Newton

Secondo principio. La forza è proporzionale all'accelerazione che produce, e la costante di proporzionalità è la massa:   F=ma  \boxed{\;F = m\,a\;}

Leggiamo la formula come un legame causa–effetto:

  • la forza FF è la causa;
  • l'accelerazione aa è l'effetto prodotto;
  • la massa mm è la costante di proporzionalità tra causa ed effetto.

La massa misura quindi quanto un corpo "resiste" a farsi accelerare: a parità di forza, un corpo con massa maggiore subisce un'accelerazione minore. È la quantificazione dell'inerzia introdotta dal primo principio.

5.3 Le quattro forze fondamentali

Tutte le interazioni che osserviamo in natura si riconducono a quattro forze fondamentali:

ForzaAgisce sulla / sulCaratteristica
Gravitazionemassasolo attrattiva
Elettromagneticacarica elettricaattrattiva o repulsiva
Nucleare fortetiene insieme i nuclei degli atomia cortissimo raggio
Nucleare deboleresponsabile dei decadimenti (interazioni tra elettroni e nucleo)a cortissimo raggio
Forze quotidiane e forze fondamentali

Le forze che incontriamo ogni giorno (attrito, tensione di una fune, spinta di una molla, reazione di un tavolo) non sono nuove forze fondamentali: sono manifestazioni macroscopiche dell'interazione elettromagnetica tra gli atomi dei corpi a contatto. Nel corso lavoreremo soprattutto con la gravitazione e con queste forze di contatto.


  • Moto uniformemente accelerato (a costante), ricavato per integrazione:
v(t)=v0+at,x(t)=x0+v0t+12at2,v2=v02+2aΔxv(t) = v_0 + at, \qquad x(t) = x_0 + v_0 t + \tfrac{1}{2}at^2, \qquad v^2 = v_0^2 + 2a\,\Delta x
  • Conversione: km/h → m/s si divide per 3,63{,}6; m/s → km/h si moltiplica per 3,63{,}6.
  • Conviene sempre fare il controllo dimensionale di una formula prima di fidarsene.
  • Problema 1.4 (frenata): da v0=100 km/h27 m/sv_0 = 100\ \text{km/h} \approx 27\ \text{m/s} e a=3,5 m/s2a = -3{,}5\ \text{m/s}^2 si ottengono ta8 st_a \approx 8\ \text{s} e xa100 mx_a \approx 100\ \text{m}.
  • Problema 1.5 (semaforo): le stesse leggi orarie, con condizioni diverse (fermarsi vs transitare in un tempo dato), danno l'accelerazione e la velocità di transito.
  • Dinamica: la forza è la causa del moto.
    • Primo principio (inerzia): un corpo isolato mantiene velocità costante.
    • Secondo principio: F=maF = ma, con la massa come costante di proporzionalità.
    • Quattro forze fondamentali: gravitazionale, elettromagnetica, nucleare forte, nucleare debole.
Per fissare le idee
  1. Perché lo spazio di frenata cresce con il quadrato della velocità? (Suggerimento: guarda v2=v02+2aΔxv^2 = v_0^2 + 2a\,\Delta x.) Cosa implica per la guida?
  2. Nel Problema 1.5, perché anche nel caso (c) l'accelerazione risulta negativa pur non dovendosi fermare?
  3. Il primo principio sembra un caso particolare del secondo. Sapresti spiegare in che senso lo è ponendo F=0F = 0?