Proprietà del valore atteso e disuguaglianze probabilistiche
Proprietà di linearità del valore atteso, disuguaglianze di Markov, Chebyshev e limite di Chernoff con dimostrazioni e applicazioni alla stima empirica di media e varianza.
Y=Y(X)=⎩⎨⎧123se X=a1=36se X=a2=40se X=a3=44X=X(ω)=⎩⎨⎧364044se ω={lo studente ha viaggiato nel 1∘ autobus}se ω={lo studente ha viaggiato nel 2∘ autobus}se ω={lo studente ha viaggiato nel 3∘ autobus}
Quindi Y=Y(X) è una v.a. che è funzione di una variabile aleatoria.
Sia X una variabile aleatoria e g(⋅) una funzione tale per cui:
g(⋅):D⊆Rd→C⊆Rd
Essa definisce una nuova variabile aleatoria Y=g(X).
Dove D è l'insieme dei valori che X può assumere (il dominio), e C è l'insieme dei valori che Y=g(X) può assumere (il codominio attraverso la funzione g).
In altre parole, è un'applicazione da D→C in cui la nuova distribuzione di probabilità si ricava raggruppando i risultati della variabile d'origine:
PY(Y=e)=Pg(g(X)=e)=x:g(x)=e∑PX(X=x)
Significato:
Se applichiamo una funzione g a una variabile aleatoria X, otteniamo una nuova variabile aleatoria Y. Dato che più valori originari di x potrebbero restituire lo stesso risultato e quando passati dentro g(), allora per calcolare la probabilità totale che Y assuma il valore finale e, dobbiamo sommare le probabilità di tutti quei numeri originali x la cui trasformazione g(x) vale proprio e.
"Data PX(⋅) conosco PY(⋅)"
Questo significa che, grazie a questa formula/sommatoria, se conosciamo in partenza la distribuzione di probabilità della variabile "base" X (cioè PX), siamo automaticamente in grado di calcolare la distribuzione di probabilità di qualsiasi nuova variabile Y costruitale sopra tramite una funzione.
Sia X una variabile aleatoria non negativa (X≥0) con valore atteso finito E[X]<∞. Allora per ogni soglia α>0:
P(X≥α)≤αE[X]
Intuizione: se il valore atteso di X è piccolo, allora X non può essere grande "troppo spesso". Per esempio, se in media uno studente studia 2 ore al giorno, la probabilità che studi più di 10 ore in un giorno è al massimo 102=20% — indipendentemente da com'è fatta la distribuzione.
Il primo ≥ vale perché escludiamo i termini con x<α (tutti non negativi, per ipotesi X≥0). Il secondo ≥ vale perché nella somma ristetta ai soli x≥α, ogni x vale almeno α.
Nota: Markov fornisce solo un limite superiore (upper bound) alla probabilità, non il valore esatto. Il bound è tanto più utile quanto più α è grande rispetto a E[X].
Sia X una variabile aleatoria con valore atteso μ=E[X] e varianza σ2=var(X)<∞. Allora per ogni α>0:
P(∣X−E[X]∣≥α)≤α2var(X)
Intuizione: Chebyshev limita la probabilità che X si discosti dalla sua media di almeno α. Più la varianza è piccola (la distribuzione è "concentrata" attorno alla media), più questa probabilità è bassa.
Derivazione da Markov:
Definiamo la variabile aleatoria Y=(X−E[X])2. Si ha Y≥0 e E[Y]=var(X).
Osserviamo che:
∣X−E[X]∣≥α⟺(X−E[X])2≥α2
Quindi applicando Markov a Y con soglia α2:
P(∣X−E[X]∣≥α)=P(Y≥α2)≤α2E[Y]=α2var(X)
Forma equivalente (spesso più utile): ponendo α=kσ con k>0 e σ=var(X):
P(∣X−E[X]∣≥kσ)≤k21
Cioè la probabilità di stare a più di k deviazioni standard dalla media è al massimo k21, qualunque sia la distribuzione di X.
Confronto con Markov: Chebyshev è più potente perché sfrutta anche la varianza (non solo la media). In cambio, X non deve essere necessariamente non negativa, ma deve avere varianza finita. Entrambe forniscono bound che valgono per qualsiasi distribuzione.
Supponiamo di non conoscere la distribuzione di una variabile aleatoria X, ma di avere n osservazioni {x1,x2,…,xn} (realizzazioni i.i.d. di X). Possiamo stimare media e varianza empiricamente:
E~(X)≈n1i=1∑nxivar~(X)≈n1i=1∑n(xi−E~(X))2
e poi applicare Chebyshev per ottenere bound sulla probabilità anche senza conoscere la distribuzione esatta.
Esempio:n automobili prodotte da una fabbrica in una settimana, dove n è esso stesso una variabile aleatoria.
Supponiamo di avere i dati storici sulle produzioni {x1,…,xn}, da cui calcoliamo E~(X)=500 auto/settimana e var~(X)=900.
Vogliamo sapere: qual è la probabilità che la produzione settimanale si discosti di almeno 90 auto dalla media?
Applicando Chebyshev con α=90:
P(∣X−500∣≥90)≤902900=8100900=91≈11%
Questo bound vale indipendentemente da come è distribuita X — che sia normale, poissoniana, uniforme, ecc.
La disuguaglianza di Chebyshev esponenziale (o limite di Chernoff) è un bound molto più stretto di Markov e Chebyshev classica: il bound decade esponenzialmente in η, anziché come 1/η o 1/η2.
Enunciato: Per ogni t∈R+:
∀t∈R+,P(X>η)≤e−tηE[etX]
Il termine E[etX] è chiamato funzione generatrice dei momenti (MGF) di X valutata in t. Il bound vale per qualsiasi t>0, quindi nella pratica si sceglie il t che minimizza il lato destro.