Esercizio: problema di Monty Hall e variabili aleatorie discrete
Risoluzione formale del paradosso di Monty Hall tramite probabilità condizionata, introduzione alle variabili aleatorie discrete con distribuzione, valore atteso e proprietà.
Il gioco di monty hall ci sono 3 scatole, A,B,C e si svolge:
In una scatola ho un premio e le altre 2 sono vuote
Il giocatore sceglie una scatola ma non la apre
Il conduttore sa dove si trova il premio, ne sceglie un altra tra le altre 2 dove sa che non c'è il premio e la apre, escludendola dal gioco.
Il giocatore può decidere se restare con la scatola scelta o cambiare con l'altra scatola rimasta.
A questo punto, cosa conviene al giocatore? Restare, cambiare o è indifferente?
è da notare che il conduttore sa dove si trova il premio, quindi questo condiziona la scelta del giocatore. Se non lo sapesse, la probabilità di vincere sarebbe 50% restando o cambiando.
Abbiamo 3 eventi A,B,C cioè se il premio è nella scatola A, B o C rispettivamente. Facciamo l'ipotesi che il giocatore scelga la scatola A.
Inizialmente P(A)=P(B)=P(C)=31
Ma poi il conduttore apre una scatola vuota, facciamo sia la C.
Allora analizziamo i casi:
Scenario
La tua scelta iniziale
Azione di Monty (scatola aperta)
Risultato se CAMBI
1
Scegli la Scatola Vuota A
Apre la Scatola Vuota B
VINCI la Scatola Premio
2
Scegli la Scatola Vuota B
Apre la Scatola Vuota A
VINCI la Scatola Premio
3
Scegli la Scatola Premio
Apre una delle scatole vuote
PERDI (Prendi Scatola Vuota)
Ora calcoliamolo formalmente:
A = probabilità che il premio è nella scatola A
Ac = probabilità che il premio non è nella scatola A, ma è in B∪C
Ccon = probabilità che il conduttore scelga tra B e C quella senza premio, senza perdere generalità, diciamo che apre la scatola C.
B = probabilità che il premio è nella scatola B
Vogliamo calcolare P(A∣Ccon), vediamo i due casi, cioè se il premio è nella scatola A o se è nella scatola B:
Caso 1: Il premio è nella scatola A
P(A∣Ccon)=P(Ccon)P(A∩Ccon)
Dato che se il premio è in A, non sarà in C, allora A⊂Ccon, quindi P(A∩Ccon)=P(A).
Sappiamo anche che l'evento Ccon è certo, quindi ha probabilità 1, quindi P(Ccon)=1.
P(A∣Ccon)=1P(A)=P(A)=31
Caso 2: Il premio è nella scatola B
Dato che questo è l'evento complementare al caso 1:
P(B∣Ccon)=1−P(A∣Ccon)=1−31=32
E quindi al giocatore conviene sempre cambiare, perché ha una probabilità di vincere del 2/3 contro 1/3 se resta con la scelta iniziale.
Una variabile aleatoria è un applicazione dello spazio delle configurazioni Ω in R, cioè associa ad ogni evento un numero reale. Questo è discreto se lo spazio delle configurazioni è discreto, cioè finito o numerabile.
Se l'immagine ImX(Ω) (ovvero l'insieme dei possibili valori che assume la variabile aleatoria) è discreta, allora in genere anche lo spazio degli eventi Ω è trattabile come discreto (finito o numerabile).
La probabilità che la variabile aleatoria X assuma un valore all'interno di un certo sottoinsieme di valori A si definisce come misura di probabilità (o legge) di X e si indica con μX(A). Formalmente:
μX(A) oppure P(X∈A): indicano la probabilità complessiva che il risultato numerico della variabile X si trovi tra i valori dell'insieme A.
P({w∈F:X(w)∈A}): definizione rigorosa. Calcola la probabilità considerando tutti i risultati fisici originari (w dello spazio campionario) per i quali la regola X restituisce un numero che fa parte di A.
∑xi∈AP(X=xi): essendo nel caso discreto, la probabilità totale su A è pari alla somma delle probabilità dei singoli scenari xi che appartengono ad A.
PX(xi): è la notazione più compatta per P(X=xi) ed è conosciuta come Funzione di Massa di Probabilità (PMF).
Calcolare la distrubuzione di una variabile aleatoria vuol dire specificare che valori può assumere la variabile e con che probabilità.
Sia (X1,...,Xn) un vettore di variabili aleatorie, allora definiamo la distribuzione di probabilità Congiunta delle variabili aleatorie X1,...,Xn come la probabilità con:
Xi∈ΩiΩ=Ω1×...×Ωn
Vuol dire che un risultato della distribuzione congiunta è un vettore di valori, uno per ogni variabile aleatoria (x1,...,xn).
Tale che valgano le seguenti proprietà:
a) 0<PX(x)<1∀x∈Ω
b) ∑x∈ΩPX(x)=1
Allora le variabili aleatorie (X1,...,Xn) di distribuzione congiunte PX1,...,Xn(x1,...,xn) sono dette indipendenti se e solo se:
PX1,...,Xn(x1,...,xn)=i=1∏nPXi(xi)
Questo ci dice che se le variabili sono indipendenti, sapere il valore di una variabile non ci dà nessuna informazione sul valore dell'altra variabile, e quindi la probabilità congiunta è semplicemente il prodotto delle probabilità marginali PXi(xi).
Data la distribuzione congiunta si ottengono le marginali, ma non viceversa: se ho n distribuzioni marginali senza altre informazioni, non posso ricostruire la distribuzione congiunta (mi serve sapere come dipendono tra loro).
le marginali sono normalizzate. Poiché PX è una distribuzione di probabilità (quindi normalizzata a 1), anche ogni marginale lo è. Infatti, sommando la marginale PX1 su tutti i valori di x1:
La doppia somma scorre su tutti gli elementi di Ω=Ω1×⋯×Ωn, quindi il risultato è la somma di tutta la distribuzione congiunta, che vale 1. Lo stesso argomento vale per ogni marginale PXi.