Introduzione al corso e cinematica del punto materiale
Cos'è la fisica, il modello del punto materiale, il sistema di riferimento e il moto unidimensionale, con velocità media e istantanea.
- Cos'è la fisica e come è organizzata (principi, cinematica)
- Il modello del punto materiale
- Le grandezze fondamentali spazio e tempo, con unità di misura e dimensioni
- Il moto unidimensionale e il sistema di riferimento
- La velocità media e la velocità istantanea (derivata)
1. Che cos'è la fisica
La fisica è la scienza che studia la natura. Il suo obiettivo è descrivere e prevedere i fenomeni del mondo che ci circonda usando un numero ristretto di principi, cioè poche leggi generali, e il linguaggio della matematica.
L'idea di fondo, che ci accompagnerà per tutto il corso, è questa: invece di trattare ogni fenomeno come un caso isolato, cerchiamo leggi generali da cui i casi particolari discendano come conseguenze. Questi sono i principi (per esempio i principi della dinamica, che vedremo più avanti), e da essi, con la matematica, deduciamo il comportamento dei sistemi.
Partiamo dalla parte più semplice della meccanica, la cinematica.
La cinematica descrive come si muovono i corpi, cioè posizione, velocità e accelerazione, senza chiedersi perché. La dinamica (lezioni successive) studia invece le cause del moto, cioè le forze. In questa lezione restiamo nella cinematica: descriviamo il moto, rimandando alla dinamica la spiegazione delle sue cause.
2. Il punto materiale
Il primo modello che introduciamo è il punto materiale, un oggetto a cui attribuiamo una massa ma di cui trascuriamo le dimensioni, immaginandolo concentrato in un punto di volume nullo.
Da questa scelta seguono tre caratteristiche:
- ha volume zero;
- non avendo estensione, non ha un'orientazione nello spazio e non può ruotare su sé stesso (trascuriamo la rotazione);
- l'unica grandezza che lo descrive è la sua posizione.
Si tratta di un'idealizzazione, utile perché semplifica enormemente i conti ogni volta che le dimensioni e la rotazione del corpo non contano per il problema in esame. La sua validità dipende dalle scale in gioco: il modello è adeguato quando le dimensioni dell'oggetto sono molto più piccole del tragitto che percorre.
La Terra che orbita attorno al Sole si può trattare come un punto materiale: il suo raggio (circa 6000 km) è trascurabile rispetto al raggio dell'orbita (circa 150 milioni di km). La stessa Terra richiede invece un modello esteso se vogliamo studiare l'alternarsi del giorno e della notte, perché in quel caso la rotazione su sé stessa è proprio il fenomeno che ci interessa. Che un corpo sia trattabile come punto materiale dipende quindi dal problema che stiamo studiando, prima ancora che dall'oggetto.
La massa è la proprietà che il punto materiale conserva. Per ora la possiamo pensare come la quantità di materia dell'oggetto; ne daremo una definizione rigorosa con la dinamica, collegandola all'inerzia, cioè alla resistenza che un corpo oppone a cambiare il proprio stato di moto.
3. Spazio e tempo: grandezze, unità, dimensioni
Per descrivere il moto ci servono due grandezze fondamentali, lo spazio e il tempo:
| Grandezza | Unità di misura (SI) | Dimensione |
|---|---|---|
| Spazio | metro (m) | |
| Tempo | secondo (s) |
Misurare una grandezza significa confrontarla con un campione scelto come riferimento, l'unità di misura. Nel Sistema Internazionale (SI) l'unità dello spazio è il metro e quella del tempo è il secondo.
Le parentesi quadre indicano le dimensioni fisiche: sta per lunghezza (length) e per tempo (time). Le dimensioni ci dicono di che tipo è una grandezza, indipendentemente dall'unità con cui la misuriamo.
Le dimensioni si combinano come fattori algebrici. La velocità, per esempio, è uno spazio diviso un tempo, quindi e si misura in metri al secondo (m/s). Verificare che i due membri di un'equazione abbiano le stesse dimensioni è un controllo rapidissimo: se a sinistra compare una lunghezza e a destra un tempo, l'equazione è certamente sbagliata.
4. Moto unidimensionale e sistema di riferimento
Cominciamo dal caso più semplice possibile, il moto unidimensionale, in cui il punto si muove lungo una retta. In questa situazione per descrivere il moto basta una sola coordinata, perché la posizione è individuata da un unico numero, la coordinata .
Per assegnare questo numero dobbiamo prima fissare un sistema di riferimento sulla retta:
Servono tre ingredienti:
- un'origine , il punto a cui assegniamo coordinata ;
- un verso positivo (la freccia), che stabilisce da che parte cresce ;
- un'unità di misura (il metro), che fissa la scala delle tacche.
Scelti questi tre elementi, a ogni istante di tempo corrisponde una posizione . La legge oraria del moto è proprio questa corrispondenza:
cioè una funzione che a ogni tempo associa la posizione. Tutta la cinematica unidimensionale consiste nello studiare questa funzione.
Avendo fissato un verso positivo, la coordinata può essere positiva o negativa. Scrivere significa "3 metri dall'origine, dalla parte opposta al verso scelto". Il segno porta quindi un'informazione fisica precisa, cioè da che parte dell'origine si trova l'oggetto.
5. La velocità
Sappiamo dire dov'è il punto a ogni istante. Vogliamo ora descrivere quanto rapidamente cambia la sua posizione, e a questo serve la velocità.
5.1 Un esempio numerico
Consideriamo un punto che si muove sull'asse e registriamo la sua posizione a quattro istanti successivi. Agli istanti il punto si trova rispettivamente nelle posizioni : prima avanza fino a e poi torna indietro a .
| (s) | (m) | (m/s) |
|---|---|---|
| 0 | 0 | |
| 1 | 1 | |
| 2 | 3 | |
| 3 | 2 | / |
La colonna si ottiene facendo, per ogni intervallo, lo spostamento diviso il tempo impiegato:
- da a : lo spostamento è in , quindi m/s;
- da a : in , quindi m/s;
- da a : in , quindi m/s.
Emergono subito due fatti importanti. Primo, la velocità ha un segno: è positiva quando il punto si muove nel verso positivo dell'asse e negativa quando torna indietro, come accade nell'ultimo intervallo. Secondo, la velocità cambia da un intervallo all'altro (+1, +2, −1), quindi il moto non è uniforme.
5.2 Velocità media
Generalizzando il calcolo, la velocità media tra due istanti e è
dove è lo spostamento e è l'intervallo di tempo impiegato. La lettera greca ("delta") indica sempre una variazione, cioè valore finale meno valore iniziale.
La velocità media descrive il comportamento lineare tra i due istanti in cui osserviamo il moto. Riassume in un unico numero come la posizione è cambiata tra inizio e fine dell'intervallo, come se in quel tratto sostituissimo il moto reale con un moto a velocità costante che parte da e arriva a nello stesso tempo. Quanto accade all'interno dell'intervallo resta invisibile a questa descrizione.
Andare da casa al lavoro (5 km) in 30 minuti dà una velocità media di 10 km/h, e questo vale sia tenendo un passo costante, sia correndo, fermandosi a un semaforo e ripartendo. La velocità media riassume tutte queste possibilità in un unico valore. Per sapere cosa accade istante per istante serve uno strumento più fine.
Geometricamente, la velocità media è la pendenza della retta secante che unisce i due punti e sul grafico della legge oraria :
Dove la curva sale ripida la velocità media è grande; dove è quasi piatta è piccola; dove scende è negativa.
5.3 Velocità istantanea
Per sapere quanto è veloce il punto in un singolo istante, e non in media su un intervallo, rendiamo l'intervallo di tempo sempre più piccolo. La velocità istantanea è il limite della velocità media quando tende a zero:
che per definizione è la derivata della posizione rispetto al tempo. Geometricamente, facendo avvicinare i due punti sul grafico lo spostamento diventa un trattino infinitesimo , l'intervallo diventa , e la retta secante si trasforma nella retta tangente alla curva in quel punto:
La velocità istantanea è quindi la pendenza della tangente alla curva . Dove la curva sale ripida la velocità è grande; in un massimo o in un minimo, dove la tangente è orizzontale, la velocità è nulla; dove la curva scende la velocità è negativa.
Possiamo riassumere i due livelli di descrizione:
| Velocità media | Velocità istantanea | |
|---|---|---|
| Formula | ||
| Riferita a | un intervallo | un istante |
| Geometria su | pendenza della secante | pendenza della tangente |
Nell'esempio numerico del § 5.1 abbiamo calcolato delle velocità medie, un valore per ciascun intervallo. La velocità istantanea ci permette invece di assegnare un valore a ogni istante, ed è lo strumento che useremo da qui in avanti per descrivere il moto in dettaglio.
Riepilogo
- La fisica descrive la natura a partire da pochi principi; la cinematica descrive il moto senza occuparsi delle sue cause.
- Il punto materiale è un'idealizzazione: un corpo con massa, ma di dimensioni e rotazione trascurabili, di cui interessa solo la posizione. La sua validità dipende dal problema in esame.
- Spazio (, metri) e tempo (, secondi) sono le grandezze fondamentali della cinematica; le dimensioni servono a controllare la coerenza delle formule.
- Nel moto unidimensionale la posizione è una sola coordinata ; il sistema di riferimento richiede origine, verso e unità. Il moto è descritto dalla legge oraria .
- Velocità media: , pendenza della secante di , riferita a un intervallo.
- Velocità istantanea: , pendenza della tangente di , riferita a un singolo istante.
- Perché la velocità del § 5.1 è negativa nell'ultimo intervallo? Cosa sta facendo il punto in quel tratto?
- Sul grafico , come si riconosce a colpo d'occhio l'istante in cui il punto è fermo?
- Prova a costruire due viaggi con la stessa velocità media ma andamenti diversi.