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Esercizio: problema di Monty Hall e variabili aleatorie discrete

Risoluzione formale del paradosso di Monty Hall tramite probabilità condizionata, introduzione alle variabili aleatorie discrete con distribuzione, valore atteso e proprietà.

Esercizio

Il gioco di monty hall ci sono 3 scatole, A,B,CA, B, C e si svolge:

  1. In una scatola ho un premio e le altre 2 sono vuote
  2. Il giocatore sceglie una scatola ma non la apre
  3. Il conduttore sa dove si trova il premio, ne sceglie un altra tra le altre 2 dove sa che non c'è il premio e la apre, escludendola dal gioco.
  4. Il giocatore può decidere se restare con la scatola scelta o cambiare con l'altra scatola rimasta.

A questo punto, cosa conviene al giocatore? Restare, cambiare o è indifferente?

è da notare che il conduttore sa dove si trova il premio, quindi questo condiziona la scelta del giocatore. Se non lo sapesse, la probabilità di vincere sarebbe 50% restando o cambiando.

Abbiamo 3 eventi A,B,CA, B, C cioè se il premio è nella scatola A, B o C rispettivamente. Facciamo l'ipotesi che il giocatore scelga la scatola A.

Inizialmente P(A)=P(B)=P(C)=13P(A) = P(B) = P(C) = \frac{1}{3} Ma poi il conduttore apre una scatola vuota, facciamo sia la CC.

Allora analizziamo i casi:

ScenarioLa tua scelta inizialeAzione di Monty (scatola aperta)Risultato se CAMBI
1Scegli la Scatola Vuota AApre la Scatola Vuota BVINCI la Scatola Premio
2Scegli la Scatola Vuota BApre la Scatola Vuota AVINCI la Scatola Premio
3Scegli la Scatola PremioApre una delle scatole vuotePERDI (Prendi Scatola Vuota)

Ora calcoliamolo formalmente:

  • AA = probabilità che il premio è nella scatola A
  • AcA^c = probabilità che il premio non è nella scatola A, ma è in BCB \cup C
  • CconC^{con} = probabilità che il conduttore scelga tra BB e CC quella senza premio, senza perdere generalità, diciamo che apre la scatola CC.
  • BB = probabilità che il premio è nella scatola B

Vogliamo calcolare P(ACcon)P(A | C^{con}), vediamo i due casi, cioè se il premio è nella scatola A o se è nella scatola B:

Caso 1: Il premio è nella scatola A

P(ACcon)=P(ACcon)P(Ccon)P(A | C^{con}) = \frac{P(A \cap C^{con})}{P(C^{con})}

Dato che se il premio è in AA, non sarà in C, allora ACconA \subset C^{con}, quindi P(ACcon)=P(A)P(A \cap C^{con}) = P(A). Sappiamo anche che l'evento CconC^{con} è certo, quindi ha probabilità 1, quindi P(Ccon)=1P(C^{con}) = 1.

P(ACcon)=P(A)1=P(A)=13P(A | C^{con}) = \frac{P(A)}{1} = P(A) = \frac{1}{3}

Caso 2: Il premio è nella scatola B Dato che questo è l'evento complementare al caso 1:

P(BCcon)=1P(ACcon)=113=23P(B | C^{con}) = 1 - P(A | C^{con}) = 1 - \frac{1}{3} = \frac{2}{3}

E quindi al giocatore conviene sempre cambiare, perché ha una probabilità di vincere del 2/3 contro 1/3 se resta con la scelta iniziale.

Variabili aleatorie discrete

Una variabile aleatoria è un applicazione dello spazio delle configurazioni Ω\Omega in R\mathbb{R}, cioè associa ad ogni evento un numero reale. Questo è discreto se lo spazio delle configurazioni è discreto, cioè finito o numerabile.

X:ΩRX: \Omega \to \mathbb{R}

Facciamo per esempio il lancio di una moneta.

  • Ω={T,C}\Omega = \{T, C\}
  • X=1testaX = \mathbb{1}_\text{testa}
    • X(T)=1X(T) = 1
    • X(C)=0X(C) = 0
  • P({T})=pP(\{T\}) = p
  • P({C})=1pP(\{C\}) = 1 - p
P({T})=P({wF:X(w)=1})=pP({C})=P({wF:X(w)=0})=1pP({Ω})=P({wF:X(w)={0,1}})=P({wF:X(w)=0}{wF:X(w)=1})=P({C})+P({T})=1\begin{aligned} P(\{T\}) &= P(\{w \in \mathcal{F} : X(w) = 1\}) = p \\ \\ P(\{C\}) &= P(\{w \in \mathcal{F} : X(w) = 0\}) = 1 - p \\ \\ P(\{ \Omega \}) &= P(\{w \in \mathcal{F} : X(w) = \{0,1 \}\}) \\ &= P(\{w \in \mathcal{F} : X(w) = 0\} \cup \{w \in \mathcal{F} : X(w) = 1\}) \\ &= P(\{C\}) + P(\{T\}) = 1 \end{aligned}

Osservazione (Legge o Distribuzione di X)

Se l'immagine ImX(Ω)Im_X(\Omega) (ovvero l'insieme dei possibili valori che assume la variabile aleatoria) è discreta, allora in genere anche lo spazio degli eventi Ω\Omega è trattabile come discreto (finito o numerabile).

La probabilità che la variabile aleatoria XX assuma un valore all'interno di un certo sottoinsieme di valori AA si definisce come misura di probabilità (o legge) di XX e si indica con μX(A)\mu_{X}(A). Formalmente:

μX(A)=P(XA)=P({wF:X(w)A})=xiAP(X=xi)=xiAPX(xi)\begin{aligned} \mu_{X}(A) = P(X \in A) &= P(\{w \in \mathcal{F} : X(w) \in A\}) \\ &= \sum_{x_i \in A} P(X = x_i) = \sum_{x_i \in A} P_X(x_i) \end{aligned}

Scomposizione della formula:

  • μX(A)\mu_{X}(A) oppure P(XA)P(X \in A): indicano la probabilità complessiva che il risultato numerico della variabile XX si trovi tra i valori dell'insieme AA.
  • P({wF:X(w)A})P(\{w \in \mathcal{F} : X(w) \in A\}): definizione rigorosa. Calcola la probabilità considerando tutti i risultati fisici originari (ww dello spazio campionario) per i quali la regola XX restituisce un numero che fa parte di AA.
  • xiAP(X=xi)\sum_{x_i \in A} P(X = x_i): essendo nel caso discreto, la probabilità totale su AA è pari alla somma delle probabilità dei singoli scenari xix_i che appartengono ad AA.
  • PX(xi)P_X(x_i): è la notazione più compatta per P(X=xi)P(X = x_i) ed è conosciuta come Funzione di Massa di Probabilità (PMF).

Calcolare la distrubuzione di una variabile aleatoria vuol dire specificare che valori può assumere la variabile e con che probabilità.

Esempio

  • Ω={ω1,ω2,ω3,ω4}\Omega = \{ \omega_1, \omega_2, \omega_3, \omega_4 \}
  • X:ΩRX: \Omega \to \mathbb{R}:
{X(ω1)=3x1X(ω2)=X(ω3)=1x2X(ω4)=2x3\begin{cases} X(\omega_1) = 3 & x_1 \\ X(\omega_2) = X(\omega_3) = 1 & x_2 \\ X(\omega_4) = 2 & x_3 \end{cases}

Ora supponiamo che

P(ω=1)=P(ω=2)=P(ω=3)=P(ω=4)=14P(\omega = 1) = P(\omega = 2) = P(\omega = 3) = P(\omega = 4) = \frac{1}{4}

Calcoliamo la distribuzione di XX:

P(X=1)=μX(1)=P({ω:X(ω)=1})P(X = 1) = \mu_X(1) = P(\{\omega: X(\omega) = 1\})

Dato che X=1X=1 per ω2\omega_2 e ω3\omega_3, allora

P({ω:X(ω)=1})=P({ω2=2}{ω3=3})=P({ω2=2})+P({ω3=3})=14+14=12\begin{aligned} P(\{\omega: X(\omega) = 1\}) &= P(\{\omega_2 = 2 \} \cup \{\omega_3 = 3\}) \\ &= P(\{\omega_2 = 2\}) + P(\{\omega_3 = 3\}) \\ &= \frac{1}{4} + \frac{1}{4} = \frac{1}{2} \end{aligned}

Allo stesso modo facciamo anche per x=2x=2 e x=3x=3:

PX(x=2)=PX(x=3)=14P_X(x = 2) = P_X(x = 3) = \frac{1}{4}

Esempio

Supponiamo che il nosto esperimento consista nel lanciare 1 moneta 3 volte. Definiamo XX = numero di teste ottenute.

Calcolare la distribuzione di XX.

  • Ω\Omega = sequenze di 3 lanci equiprobabili, quindi Ω={TTT,TTC,TCT,TCC,CTT,CTC,CCT,CCC}\Omega = \{TTT, TTC, TCT, TCC, CTT, CTC, CCT, CCC\} con Ω=23|\Omega| = 2^3.

  • X:ΩRX: \Omega \to \mathbb{R}, allora X={0,1,2,3}X = \{0, 1, 2, 3\}, dove X(ω)X(\omega) è il numero di teste nella sequenza ω\omega.

  • P(X=0)=P(ω=C1C2C3)=(12)3=18P(X = 0) = P(\omega = C_1C_2C_3) = (\frac{1}{2})^3 = \frac{1}{8}, dove abbiamo C1C2C3C_1C_2C_3 che rappresenta la sequenza di 3 lanci con tutte le monete che mostrano croce.

  • P(X=1)=P(ω=T1C2C3C1T2C3C1C2T3)=3(12)3=38P(X = 1) = P(\omega = T_1C_2C_3 \cup C_1T_2C_3 \cup C_1C_2T_3) = 3 \cdot (\frac{1}{2})^3 = \frac{3}{8}, dove abbiamo 3 sequenze che rappresentano il caso in cui c'è una sola testa e due croci.

  • P(X=2)=P(ω=T1T2C3T1C2T3C1T2T3)=3(12)3=38P(X = 2) = P(\omega = T_1T_2C_3 \cup T_1C_2T_3 \cup C_1T_2T_3) = 3 \cdot (\frac{1}{2})^3 = \frac{3}{8}, dove abbiamo 3 sequenze che rappresentano il caso in cui ci sono due teste e una croce.

  • P(X=3)=P(ω=T1T2T3)=(12)3=18P(X = 3) = P(\omega = T_1T_2T_3) = (\frac{1}{2})^3 = \frac{1}{8}, dove abbiamo la sequenza di 3 lanci equiprobabili che rappresenta il caso in cui tutte le monete mostrano testa.

Controlliamo che sia una distribuzione di probabilità, cioè che la somma delle probabilità sia 1:

iXP(X=i)=P(X=0)+P(X=1)+P(X=2)+P(X=3)=18+38+38+18=1\begin{aligned} \sum_{i \in X} P(X = i) &= P(X = 0) + P(X = 1) + P(X = 2) + P(X = 3) \\ &= \frac{1}{8} + \frac{3}{8} + \frac{3}{8} + \frac{1}{8} = 1 \end{aligned}

Valore atteso: Media di una variabile aleatoria

Data una variabile aleatoria xRx \in \mathbb{R} chiamiamo valore atteso la media pesata dei valori della variabile, cioè:

valore atteso=E[X]=xiXxiP(X=xi)\text{valore atteso} = \mathbb{E}[X] = \sum_{x_i \in X} x_i P(X = x_i)

Esempio

Pasted image 20260318152544.png

Esempio

Prendiamo una distribuzione simmetrica rispetto a 0

  • X{1,1}X \in \{-1, 1\}
  • P(X=1)=P(X=1)=12P(X = -1) = P(X = 1) = \frac{1}{2} Allora il valore atteso è:
E[X]=(1)12+112=0\begin{aligned} \mathbb{E}[X] &= (-1) \cdot \frac{1}{2} + 1 \cdot \frac{1}{2} \\ &= 0 \end{aligned}

Che in generale vale per tutte le distribuzioni simmetriche rispetto a 0:

Se per P(x)=P(x) xP(x) = P(-x) \ \forall x, allora E[X]=0\mathbb{E}[X] = 0.

Distrubuzione congiuntiva e indipendenza di variabili aleatorie

Sia (X1,...,Xn)(X_1, ..., X_n) un vettore di variabili aleatorie, allora definiamo la distribuzione di probabilità Congiunta delle variabili aleatorie X1,...,XnX_1, ..., X_n come la probabilità con:

XiΩiΩ=Ω1×...×ΩnX_i \in \Omega_i \quad \Omega = \Omega_1 \times ... \times \Omega_n

Vuol dire che un risultato della distribuzione congiunta è un vettore di valori, uno per ogni variabile aleatoria (x1,...,xn)(x_1, ..., x_n).

e quindi che:

PX1,...,Xn(x1,...,xn)=P({X1=x1}...{Xn=xn})P_{X_1, ..., X_n}(x_1, ..., x_n) = P(\{X_1 = x_1\} \cap ... \cap \{X_n = x_n\})

Tale che valgano le seguenti proprietà: a) 0<PX(x)<1xΩ0 < P_{\underline{X}}(\underline{x}) < 1 \quad \forall \underline{x} \in \Omega b) xΩPX(x)=1\sum_{\underline{x} \in \Omega} P_{\underline{X}}(\underline{x}) = 1

Allora le variabili aleatorie (X1,...,Xn)(X_1, ..., X_n) di distribuzione congiunte PX1,...,Xn(x1,...,xn)P_{X_1, ..., X_n}(x_1, ..., x_n) sono dette indipendenti se e solo se:

PX1,...,Xn(x1,...,xn)=i=1nPXi(xi)P_{X_1, ..., X_n}(x_1, ..., x_n) = \prod_{i=1}^n P_{X_i}(x_i)

Questo ci dice che se le variabili sono indipendenti, sapere il valore di una variabile non ci dà nessuna informazione sul valore dell'altra variabile, e quindi la probabilità congiunta è semplicemente il prodotto delle probabilità marginali PXi(xi)P_{X_i}(x_i).

Distribuzioni Marginali

Data la distribuzione congiunta di nn v.a., definiamo nn marginali:

{PX1():=x2,,xnPX(,x2,,xn)=i1PX(,x2,,xn)PXn():=x1,,xn1PX(x1,,xn1,)\begin{cases} P_{X_1}(\cdot) := \sum_{x_2, \ldots, x_n} P_{\underline{X}}(\cdot, x_2, \ldots, x_n) = \sum_{i \neq 1} P_{\underline{X}}(\cdot, x_2, \ldots, x_n) \\ \vdots \\ P_{X_n}(\cdot) := \sum_{x_1, \ldots, x_{n-1}} P_{\underline{X}}(x_1, \ldots, x_{n-1}, \cdot) \end{cases}

Data la distribuzione congiunta si ottengono le marginali, ma non viceversa: se ho nn distribuzioni marginali senza altre informazioni, non posso ricostruire la distribuzione congiunta (mi serve sapere come dipendono tra loro).

le marginali sono normalizzate. Poiché PXP_{\underline{X}} è una distribuzione di probabilità (quindi normalizzata a 1), anche ogni marginale lo è. Infatti, sommando la marginale PX1P_{X_1} su tutti i valori di x1x_1:

x1Ω1PX1(x1)=x1Ω1x2,,xnΩ2××ΩnPX(x1,,xn)=1\begin{aligned} \sum_{x_1 \in \Omega_1} P_{X_1}(x_1) &= \sum_{x_1 \in \Omega_1} \sum_{\substack{x_2, \ldots, x_n \\ \in \Omega_2 \times \cdots \times \Omega_n}} P_{\underline{X}}(x_1, \ldots, x_n) \\ &= 1 \end{aligned}

La doppia somma scorre su tutti gli elementi di Ω=Ω1××Ωn\Omega = \Omega_1 \times \cdots \times \Omega_n, quindi il risultato è la somma di tutta la distribuzione congiunta, che vale 1. Lo stesso argomento vale per ogni marginale PXiP_{X_i}.

Esempio - Dado singolo vs. due dadi

Definiamo due variabili aleatorie:

  • X=1X = 1 se esce un numero dispari, X=0X = 0 altrimenti (numeri pari: {2,4,6}\{2,4,6\}, numeri dispari: {1,3,5}\{1,3,5\})
  • Y=1Y = 1 se esce uno dei primi 3 numeri {1,2,3}\{1,2,3\}, Y=0Y = 0 altrimenti ({4,5,6}\{4,5,6\})

Analizziamo due scenari distinti:

Caso 1: stesso dado (variabili dipendenti)

XX e YY sono definite sullo stesso lancio, quindi sono in generale dipendenti. Lo spazio campionario è Ω={1,2,3,4,5,6}\Omega = \{1,2,3,4,5,6\}, equiprobabile con P(ω)=16P(\omega) = \frac{1}{6}.

Tabella della distribuzione congiunta PX,Y(x,y)=P(X=x,Y=y)P_{X,Y}(x,y) = P(X=x, Y=y):

Y=0Y=0Y=1Y=1
X=0X=0P({4,6})=26P(\{4,6\}) = \frac{2}{6}P({2})=16P(\{2\}) = \frac{1}{6}
X=1X=1P({5})=16P(\{5\}) = \frac{1}{6}P({1,3})=26P(\{1,3\}) = \frac{2}{6}

Le marginali si ricavano sommando per righe/colonne:

  • PX(0)=26+16=36=12P_X(0) = \frac{2}{6} + \frac{1}{6} = \frac{3}{6} = \frac{1}{2}, PX(1)=16+26=12\quad P_X(1) = \frac{1}{6} + \frac{2}{6} = \frac{1}{2}
  • PY(0)=26+16=12P_Y(0) = \frac{2}{6} + \frac{1}{6} = \frac{1}{2}, PY(1)=16+26=12\quad P_Y(1) = \frac{1}{6} + \frac{2}{6} = \frac{1}{2}

Verifichiamo se sono indipendenti: dovrebbe valere PX,Y(x,y)=PX(x)PY(y)P_{X,Y}(x,y) = P_X(x) \cdot P_Y(y) per ogni coppia. Controlliamo su (X=0,Y=0)(X=0, Y=0):

PX(0)PY(0)=1212=1426=13P_X(0) \cdot P_Y(0) = \frac{1}{2} \cdot \frac{1}{2} = \frac{1}{4} \neq \frac{2}{6} = \frac{1}{3}

Quindi XX e YY sono dipendenti quando definite sullo stesso dado.

Caso 2: due dadi diversi (variabili indipendenti)

XX è definita sul primo dado, YY sul secondo. I due lanci sono indipendenti, quindi lo spazio campionario è Ω={1,...,6}2\Omega = \{1,...,6\}^2 con 3636 esiti equiprobabili.

Poiché i lanci sono fisicamente indipendenti, la distribuzione congiunta fattorizza:

PX,Y(x,y)=PX(x)PY(y)=1212=14(x,y){0,1}2P_{X,Y}(x,y) = P_X(x) \cdot P_Y(y) = \frac{1}{2} \cdot \frac{1}{2} = \frac{1}{4} \quad \forall (x,y) \in \{0,1\}^2

In questo caso XX e YY sono indipendenti: il risultato di un dado non ci dà informazioni sull'altro.

Proprietà del valore atteso

Linearità

E[aX]=aE[X]\mathbb{E}[aX] = a \cdot \mathbb{E}[X] per ogni aRa \in \mathbb{R}

Se E[X]<\mathbb{E}[|X|] < \infty e E[Y]<\mathbb{E}[|Y|] < \infty, cioè se XX e YY sono variabili aleatorie con valore atteso finito, allora E[X+Y]=E[X]+E[Y]\mathbb{E}[X + Y] = \mathbb{E}[X] + \mathbb{E}[Y] che esso stesso è finito.

2.1

Se:

  • E[X]<\mathbb{E}[|X|] < \infty
  • E[Y]<\mathbb{E}[|Y|] < \infty
  • PXY(XY)=1P_{XY}(X \ge Y) = 1 Allora E[X]E[Y]\mathbb{E}[X] \ge \mathbb{E}[Y].

2.2

E[X]=E[Y]\mathbb{E}[X] = \mathbb{E}[Y] se e solo se PXY(X=Y)=1P_{XY}(X = Y) = 1.

2.3

E[X]E[X]|\mathbb{E}[X]| \le \mathbb{E}[|X|].

2.4

P(X>Y)=1P(X > Y) = 1 allora P(XY>0)=1P(X - Y > 0) = 1