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Funzioni a Due Variabili

Funzioni di due variabili: limiti e loro (non) esistenza, coordinate polari, continuità, derivabilità e differenziabilità, piano tangente, derivate direzionali e teorema del gradiente.

Funzioni a due parametri

Definiamo l'insieme R2:={(x,y):x,yR}\mathbb R^2 := \{(x,y): x,y \in \mathbb R\}, gli elementi (x,y)(x,y) sono chiamati vettori (o punti) in R2\mathbb R^2. Questi vettori hanno operazioni:

  • Somma: (x1,y1)+(x2,y2)=(x1+x2,y1+y2)(x_1,y_1) + (x_2,y_2) = (x_1+x_2, y_1+y_2)
  • Prodotto per uno scalare: α(x,y)=(αx,αy)\alpha \cdot (x,y) = (\alpha x, \alpha y)

Per misurare la distanza di un punto (x,y)(x,y) dall'origine (0,0)(0,0), usiamo la norma:

(x,y)=x2+y2\| (x,y) \| = \sqrt{x^2 + y^2}

Che ha le seguenti proprietà:

  • (x,y)0\| (x,y) \| \geq 0 per ogni (x,y)R2(x,y) \in \mathbb R^2, e (x,y)=0\| (x,y) \| = 0 se e solo se (x,y)=(0,0)(x,y) = (0,0)
  • α(x,y) =α(x,y)\| \alpha \cdot (x,y) \|\ = \|\alpha| \cdot \| (x,y) \| per ogni αR\alpha \in \mathbb R
  • (x1,y1)+(x2,y2)(x1,y1)+(x2,y2)\| (x_1,y_1) + (x_2,y_2) \| \leq \| (x_1,y_1) \| + \| (x_2,y_2) \| per ogni (x1,y1),(x2,y2)R2(x_1,y_1), (x_2,y_2) \in \mathbb R^2 (disuguaglianza triangolare)

Possiamo misurare la distanza tra due punti (x1,y1)(x_1,y_1) e (x2,y2)(x_2,y_2) come:

(x1,y1)(x2,y2)=(x1x2)2+(y1y2)2\| (x_1,y_1) - (x_2,y_2) \| = \sqrt{(x_1 - x_2)^2 + (y_1 - y_2)^2}

Infine definiamo il prodotto scalare tra due vettori (x1,y1)(x_1,y_1) e (x2,y2)(x_2,y_2) come:

(x1,y1)(x2,y2)=x1x2+y1y2(x_1,y_1) \cdot (x_2,y_2) = x_1x_2 + y_1y_2

🟠 Limiti di funzioni a due parametri

Diremo che la successione di vettori {(xn,yn)nNR2}\{(x_n,y_n)_{n\in\mathbb N} \subset R^2\} converge al vettore (x0,y0)(x_0,y_0) se:

(xn,yn)(x0,y0)0per n+\| (x_n,y_n) - (x_0,y_0) \| \to 0 \quad \text{per} \ n \to +\infty

Allora scriviamo:

limn+(xn,yn)=(x0,y0)lim_{n \to +\infty} (x_n,y_n) = (x_0,y_0)

E vale che:

limn+(xn,yn)=(x0,y0){limn+xn=x0limn+yn=y0\lim_{n \to +\infty} (x_n,y_n) = (x_0,y_0) \quad \Leftrightarrow \quad \left \{ \begin{aligned} \lim_{n \to +\infty} x_n = x_0 \\ \lim_{n \to +\infty} y_n = y_0 \end{aligned} \right.

Possiamo fare lo stesso per le funzioni f:XR2Rf: \mathbb X \subseteq \mathbb R^2 \to \mathbb R.

Alcune osservazioni:

  • La definizione di limite a due variabili può essere data solo per (x0,y0)R2(x_0, y_0) \in \mathbb R^2, cioè al finito, quindi escludiamo i punti all'infinito.
  • Il limite se esiste, è unico.
  • Valgono le regole per il calcolo dei limiti, come la linearità, il prodotto, il quoziente, etc...

🟢 NON Esistenza del limite

Una condizione per la NON esistenza del limite di una funzione a due variabili è che il limite:

lim(x,y)(x0,y0)f(x,y)=l\lim_{(x,y) \to (x_0,y_0)} f(x,y) = l

Cioè che per ogni avvicinamento all'origine, risulta che il limite deve convergere allo stesso valore ll.

In altre parole, se esistono due o più avvicinamenti all'origine con valori di limite diversi, allora il limite non esiste.

Per generalizzare possiamo dire che se il limite limx0f(x,mx)\lim_{x \to 0} f(x, mx) esiste ma dipende da mRm \in \mathbb R (cioè se x = 0, posso scegliere mm come voglio per cambiare il valore del limite), allora il limite:

lim(x,y)(0,0)f(x,y)\lim_{(x,y) \to (0,0)} f(x,y)

non esiste.

Per esempio, consideriamo il limite:

lim(x,y)(0,0)xyx2+y2\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{xy}{x^2 + y^2}

ponendo y=mxy = mx, otteniamo:

limx0f(x,mx)=limx0mx2x2+m2x2=limx0m1+m2=m1+m2\lim_{x \to 0} f(x, mx) = \lim_{x \to 0} \frac{mx^2}{x^2 + m^2x^2} = \lim_{x \to 0} \frac{m}{1 + m^2} = \frac{m}{1 + m^2}

Che dipende da mm, quindi il limite non esiste.

Ricordiamo che questo è una condizione sufficiente per la non esistenza del limite, ma non è l'unica. Infatti, se il limite di x0x \to 0 di f(x,mx)f(x, mx) esiste, non significa che il limite di f(x,y)f(x,y) esiste.

Facciamo un altro esempio, consideriamo il limite:

lim(x,y)(0,0)x2yx4+y2\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{x^2y}{x^4 + y^2}

Ponendo y=mxy = mx, otteniamo:

limx0f(x,mx)=limx0x2(mx)x4+(mx)2=limx0mx3x4+m2x2=limx0mxx2+m2=0\lim_{x \to 0} f(x, mx) = \lim_{x \to 0} \frac{x^2(mx)}{x^4 + (mx)^2} = \lim_{x \to 0} \frac{mx^3}{x^4 + m^2x^2} = \lim_{x \to 0} \frac{mx}{x^2 + m^2} = 0

Quindi tutti i limiti di f(x,mx)f(x, mx) sono uguali a 0, ma questo non implica che il limite di f(x,y)f(x,y) esista, ma se esiste, deve essere necessariamente 0. Infatti, se proviamo a calcolare il limite con y=x2y = x^2, otteniamo:

limx0f(x,x2)=limx0x2(x2)x4+(x2)2=limx0x4x4+x4=limx012=120=limx0f(x,x)!!\lim_{x \to 0} f(x, x^2) = \lim_{x \to 0} \frac{x^2(x^2)}{x^4 + (x^2)^2} = \lim_{x \to 0} \frac{x^4}{x^4 + x^4} = \lim_{x \to 0} \frac{1}{2} = \frac{1}{2} \ne 0 = \lim_{x \to 0} f(x, x)!!

Che sono due avvicinamenti diversi all'origine, dove y=x2y = x^2 ha limite 12\frac{1}{2}, mentre y=xy = x ha limite 0. Allora il limite di f(x,y)f(x,y) non esiste.

🟢 Coordinate polari

Un punto PP nel piano può essere rappresentato sia in coordinate cartesiane (x,y)(x,y) che in coordinate polari (ρ,θ)(\rho,\theta):

Pasted image 20250627101957.png E possiamo passare da coordinate cartesiane a polari e viceversa tramite:

{x=ρcos(θ)y=ρsin(θ){ρ=x2+y2tan(θ)=yx\left \{ \begin{aligned} x &= \rho \cos(\theta) \\ y &= \rho \sin(\theta) \\ \end{aligned} \right. \qquad \left\{ \begin{aligned} &\rho = \sqrt{x^2 + y^2} \\ &\tan(\theta) = \frac{y}{x} \\ \end{aligned} \right.

🟢 Esistenza del limite di una funzione a due parametri

La relazione tanθ=yxtan \theta = \frac{y}{x} non può essere usata per calcolare θ\theta dato che la funzione tantan non è invertibile in [0,2π)[0, 2\pi). Da notare che (x,y)(0,0)ρ0+(x, y) \to (0,0) \Leftrightarrow \rho \to 0^+. Il che vuol dire che passando da coordinate cartesiani a polari, il limite di due variabili si trasforma in un limite di una variabile. A questo punto diciamo:

Se esiste lRl \in \mathbb R e una funzione g(ρ)g(\rho) INDIPENDENTE DA θ\theta (sennò il limite non esiste), tale che: Pasted image 20250627102913.png

Con g(ρ)0g(\rho) \to 0 per ρ0+\rho \to 0^+, allora il limite:

lim(x,y)(0,0)f(x,y)=l\lim_{(x,y) \to (0,0)} f(x,y) = l

Facciamo un esempio, consideriamo il limite:

lim(x,y)(0,0)2x2yx2+y2:=l\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{2x^2y}{x^2 + y^2} := l

Analogamente al limite precedente, limx0f(x,mx)=0\lim_{x \to 0} f(x, mx) = 0, passiamo alle coordinate polari:

Pasted image 20250627103403.png

E quindi segue che il limite è 0

Facciamo un altro esempio:

Pasted image 20250627103506.png

🟢 Calcolo del limite di una funzione a due parametri

Calcola (se esiste) il limite

lim(x,y)(0,0)sin2(xy)x2+y2\lim_{(x,y) \to (0,0)} \frac{sin^2(xy)}{x^2 + y^2}

Per prima cosa, sappiamo che il limite è unico, allora proviamo a risolvere il limite per y=mxy = mx, questo ci dà anche condizione di esistenza del limite. Infatti, se il limite dipende da mm, allora il limite originario non esiste.

Poniamo y=mxy = mx

sin2(xy)x2+y2poniamoy=mx=sin2(xmx)x2+m2x2=sin(mx2)(1+m2)x2dato che stiamo approcciandox0sappiamo chesin(x)x(mx2)21+m2x2=m21+m2x2\begin{aligned} \frac{sin^2(xy)}{x^2 + y^2}& \quad \text {poniamo} \quad y=mx \\ & = \frac{sin^2(x \cdot mx)}{x^2 + m^2x^2} \\\\ & = \frac{sin(mx^2)}{(1 + m^2)x^2} \\ \\ & \text{dato che stiamo approcciando} \quad x \to 0 \quad \text{sappiamo che} \quad sin(x) \sim x \\ \\ &\sim \frac{(mx^2)^2}{1+m^2}x^2 \\ \\ &= \frac{m^2}{1+m^2}x^2 \end{aligned}

e per x0x \to 0, il limite tende a 00, che non dipende da mm, allora se il limite esiste, deve necessariamente essere 00.

Ora che abbiamo trovato il "potenziale" limite, andiamo a verificarlo.

Passiamo prima alle coordinate polari:

f(x,y)=f(ρcos(θ),ρsin(θ))=sin2(ρcos(θ)ρsin(θ))(ρcos(θ))2+(ρsin(θ))2=sin2(ρ2cos(θ)sin(θ))ρ2(cos2(θ)sin2(θ))=sin2(ρ2cos(θ)sin(θ))ρ2\begin{aligned} f(x,y) &= f(\rho cos(\theta), \rho sin(\theta)) \\ \\ &= \frac{sin^2(\rho cos(\theta)\cdot\rho sin(\theta))}{(\rho cos(\theta))^2 + (\rho sin (\theta))^2} \\ \\ &= \frac{sin^2(\rho^2cos(\theta)sin(\theta))}{\rho^2(cos^2(\theta)sin^2(\theta))} \\ \\ &= \frac{sin^2(\rho^2cos(\theta)sin(\theta))}{\rho^2} \\ \end{aligned}

Ora applichiamo f(ρcos(θ),ρsin(θ))lg(ρ)|f(\rho cos(\theta), \rho sin(\theta)) - l| \le g(\rho). Sappiamo che l=0l = 0 e che sinxx|sin x| \le |x|, allora:

sin2(ρ2cos(θ)sin(θ))ρ2(ρ2cos(θ)sin(θ))2ρ2=ρ42(cos(θ)sin(θ))2ρ2=ρ2(cos(θ)sin(θ))2\begin{aligned} \left|\frac{sin^2(\rho^2cos(\theta)sin(\theta))}{\rho^2} \right| &\le \frac{(\rho^2cos(\theta)sin(\theta))^2}{\rho^2} \\ &= \frac{\rho^{\cancel{4}^2}(cos(\theta)sin(\theta))^2}{\cancel{\rho^2}} \\ & = \rho^2(cos(\theta)sin(\theta))^2 \\ \\ \end{aligned}

Sappiamo che cos(x)sin(x)=cos(x) sin(x)11=1|\cos(x)\sin(x)| = |cos(x)| \ |sin(x)| \le 1 \cdot 1 = 1 Allora possiamo dire che

ρ2(cos(θ)sin(θ))ρ2\rho^2(cos(\theta)sin(\theta)) \le \rho^2

E dato che per ρ0\rho \to 0 abbiamo che ρ20\rho^2 \to 0, allora il limite converge a 00, quello che avevamo supposto prima. Allora il limite esiste ed è 00

🟠 Controllo sulla continuità

  • La funzione ff è continua in (x0,y0)(x_0, y_0) \Leftrightarrow ϵ>0\forall \epsilon > 0 esiste δ>0\delta > 0 tale che:
    • f(x,y)f(x0,y0)<ϵ\| f(x,y) - f(x_0,y_0) \| < \epsilon per ogni (x,y)R2(x,y) \in \mathbb R^2
    • (x,y)(x0,y0)<δ\| (x,y) - (x_0,y_0) \| < \delta
  • La funzione ff è definita sul punto (x0,y0)(x_0, y_0)
  • La funzione ff è continua in (x0,y0)(x_0, y_0) \Leftrightarrow lim(x,y)(x0,y0)f(x,y)=f(x0,y0)\lim_{(x,y) \to (x_0,y_0)} f(x,y) = f(x_0,y_0)
  • Somme, differenze, prodotti e quozienti di funzioni continue sono continue.

🟠 Controllo della Derivabilità

Siano f:XR2Rf: X \subset \mathbb R^2 \to \mathbb R e (x0,y0)X(x_0,y_0) \in X, allora:

  • ff è derivabile in (x0,y0)(x_0,y_0) rispetto a xx se esiste il limite (derivabilità parziale per x):
limh0f(x0+h,y0)f(x0,y0)h\lim_{h \to 0} \frac{f(x_0 + h, y_0) - f(x_0,y_0)}{h}
  • ff è derivabile in (x0,y0)(x_0,y_0) rispetto a yy se esiste il limite (derivabilità parziale per y):
limk0f(x0,y0+k)f(x0,y0)k\lim_{k \to 0} \frac{f(x_0, y_0 + k) - f(x_0,y_0)}{k}

Queste derivate le chiamiamo derivate parziali rispetto a xx o yy in (x0,y0)(x_0,y_0) e le chiamiamo fx(x0,y0)f_x(x_0,y_0) e fy(x0,y0)f_y(x_0,y_0) rispettivamente.

Per calcolare la derivata parziale rispetto a xx o yy basta derivare rispetto a xx o yy come se fosse una funzione di una variabile, considerando l'altra variabile come una costante. Per esempio:

  • f(x,y)=2x3yy2+3xyf(x,y) = 2x^3y - y^2 + 3xy allora fx(x,y)=6x2y+3yf_x(x,y) = 6x^2y + 3y e fy(x,y)=2x32y+3xf_y(x,y) = 2x^3 - 2y + 3x
  • f(x,y)=exy+y2f(x,y) = e^{xy} + y^2 allora fx(x,y)=yexyf_x(x,y) = y e^{xy} e fy(x,y)=xexy+2yf_y(x,y) = x e^{xy} + 2y

Se però queste funzioni non sono derivabili, dobbiamo passare per la definizione, per esempio, per f(x,y)=xyf(x,y) = | x | y sul punto (0,y)(0,y)

fx(0,y)=limh0f(0+h,y)f(0,y)h=limh0hyh={∄sey00sey=0f_x(0,y) = \lim_{h \to 0}\frac{f(0 + h, y) - f(0,y)}{h} = \lim_{h \to 0} \frac{|h| \cdot y}{h} = \left\{ \begin{aligned} &\not\exists \quad \text{se} \quad y \ne 0 \\ &0 \quad \text{se} \quad y = 0 \end{aligned} \right.

A differenza delle derivate a una variabile, la derivabilità non implica la continuità

Per esempio, troviamo la derivabilità parziale in (0,0)(0,0) di f(x,y)=x1(y+1)f(x,y) = |x-1| \cdot (|y| + 1)

Prima facciamo fx(0,0)f_x(0,0)

fx(0,0)=limh0f(h,0)f(0,0)h=limh0h111h=1f_x(0,0) = \lim_{h \to 0} \frac{f(h, 0) - f(0,0)}{h} = \lim_{h \to 0}\frac{|h - 1|\cdot 1 - 1}{h} = -1

Poi fy(0,0)f_y(0,0)

fy(0,0)=limk0f(0,k)f(0,0)k=limk01(k+1)1k=limk0hh=non esistef_y(0,0) = \lim_{k \to 0} \frac{f(0, k) - f(0,0)}{k} = \lim_{k \to 0}\frac{|-1| \cdot (|k|+1) - 1}{k} = \lim_{k \to 0}\frac{|h|}{h} = \text{non esiste}

Allora ff non è derivabile parzialmente (in questo caso perchè almeno una delle due derivate non esiste).

🟠 Controllo sulla differenziabilità

Pasted image 20250627120040.png

Alternativamente, se f:XR2f: X \subset \mathbb R^2 è derivabile con continuità (cioè le derivate fxf_x e fyf_y di ff esistono e sono continue), allora ff è differenziabie

Esempio: f(x,y):=sin(x2ey)f(x,y) := sin(x^2 \cdot e^y), calcoliamo le derivate parziali:

  • fx(x,y)=cos(x2ey)2xeyf_x(x,y) = cos(x^2 \cdot e^y) \cdot 2x \cdot e^y
  • fy(x,y)=cos(x2,ey)x2eyf_y(x,y) = cos(x^2, e^y) \cdot x^2 \cdot e^y

Sono entrambe continue, allora f(x,y)f(x,y) è differenziabile

Pasted image 20250627120507.png

🟢 Equazione del piano tangente

Prendendo il termine lineare nella definizione di differenziabilità ci dà l'equazione del piano tangente pp nel punto (x0,y0)(x_0, y_0):

z=p(x,y)=f(x0,y0)+fx(x0,y0)(xx0)+fy(x0,y0)(yy0)z = p(x,y) = f(x_0,y_0) + f_x(x_0, y_0) \cdot (x - x_0) + f_y(x_0, y_0) \cdot (y - y_0)

Pasted image 20250705165927.png

Esempio

Sia f(x,y)=2x3yy2+3xyf(x,y) = 2x^3y - y^2 + 3xy.
Punto base: (x0,y0)=(1,1)(x_0, y_0) = (1,1).

Valutazione della funzione in (1,1)(1,1):

f(1,1)=2(1)3(1)(1)2+3(1)(1)=21+3=4f(1,1) = 2(1)^3(1) - (1)^2 + 3(1)(1) = 2 - 1 + 3 = 4

Derivata parziale rispetto a xx:

fx(x,y)=x(2x3yy2+3xy)=6x2y+3yf_x(x,y) = \frac{\partial}{\partial x}(2x^3y - y^2 + 3xy) = 6x^2y + 3y fx(1,1)=6(1)2(1)+3(1)=6+3=9f_x(1,1) = 6(1)^2(1) + 3(1) = 6 + 3 = 9

Derivata parziale rispetto a yy:

fy(x,y)=y(2x3yy2+3xy)=2x32y+3xf_y(x,y) = \frac{\partial}{\partial y}(2x^3y - y^2 + 3xy) = 2x^3 - 2y + 3x fy(1,1)=2(1)32(1)+3(1)=22+3=3f_y(1,1) = 2(1)^3 - 2(1) + 3(1) = 2 - 2 + 3 = 3

Costruzione del piano

p(x,y)=f(1,1)+fx(1,1)(x1)+fy(1,1)(y1)p(x,y) = f(1,1) + f_x(1,1)(x - 1) + f_y(1,1)(y - 1) p(x,y)=4+9(x1)+3(y1)p(x,y) = 4 + 9(x - 1) + 3(y - 1)

Esempio 2

In quale punto (x0,y0)R2(x_0, y_0) \in \mathbb R^2 il piano z=2+xyz = 2 + x - y è tangente al grafico di f(x,y)=1+xyf(x,y) = 1 + xy?

Per prima cosa calcoliamo le derivate parziali:

  • fx=yf_x = y
  • fy=xf_y = x A questo punto scriviamo la formula del piano tangente:
p(x,y)=f(x0,y0)+fx(x0,y0)(xx0)+fy(x0,y0)(yy0)=1+x0y0+y0(xx0)+x0(yy0)=1+x0y0+y0xy0x0+x0yx0y0=1x0y0+y0x+x0y\begin{aligned} p(x,y) &= f(x_0, y_0) + f_x(x_0, y_0)(x - x_0) + f_y(x_0, y_0)(y - y_0) \\ &= 1 + x_0y_0 + y_0(x-x_0) + x_0(y - y_0) \\ &= 1 + \cancel{x_0y_0} + y_0x \cancel{- y_0x_0} + x_0y - x_0y_0\\ &= 1 - x_0y_0 + y_0 \cdot x + x_0\cdot y \end{aligned}

Ora confrontiamo questo risultato con z=2+1x+(1)yz = 2 + 1\cdot x + (-1) \cdot y, dobbiamo confrontare i coefficienti di p(x,y)p(x,y) per i coefficienti di zz, devono essere uguali, allora scriviamo:

  • 1x0y0=21 - x_0y_0 = 2
  • y0=1y_0 = 1
  • x0=1x_0 = -1 Dato che le ultime due equazioni non hanno bisongo di altri calcoli per trovare i valori di x0x_0 e y0y_0, e la prima equazione è valida per questi due valori, abbiamo trovato il punto (1,1)(-1, 1) tale che zz è tangente a ff

🟢 Derivate direzionali

Sia f:XR2Rf: X \subset \mathbb R^2 \to \mathbb R e P=(x0,y0)XP = (x_0,y_0) \in X punto, e v=(v0,v1)v = (v_0, v_1) un versore, cioè che la sua norma è 1 v=v02+v12=1\|v\| = \sqrt{v_0^2 + v_1^2} = 1. Se converge:

limh0f(P0+hv)f(P0)h=limh0f(x0+hv0,y0+hv1)f(x0,y0)h=fv(x0,y0)\lim_{h \to 0}\frac{f(P_0 + h \cdot v) - f(P_0)}{h} = \lim_{h \to 0}\frac{f(x_0 + h \cdot v_0, y_0 + h \cdot v_1) - f(x_0, y_0)}{h} = \frac{\partial f}{\partial v}(x_0,y_0)

allora si dice che ff è derivabile verso la direzione vv in PP, con derivata direzionale fv(x0,y0)\frac{\partial f}{\partial v}(x_0,y_0).

Usando le coordinate polari, tutti i versori vR2v \in \mathbb R^2 si possono rappresentare come v=(cos(θ),sin(θ))v = (\cos(\theta), \sin(\theta)) per qualche θ[0,2π)\theta \in [0, 2\pi).

Pasted image 20250627133409.png

Per calcolare la derivata direzionale Dvf(x0,y0)D_vf(x_0, y_0) per v=(v0,v1)v = (v_0, v_1) usiamo:

Dvf(x0,y0)=fx(x0,y0)v0+fy(x0,y0)v1D_vf(x_0, y_0) = f_x(x_0, y_0)\cdot v_0 + f_y(x_0, y_0) \cdot v_1

Dove fxf_x e fyf_y sono le derivate parziale rispetto xx e yy.

Esempio

Trova la derivata direzionale Dvf(2,1)D_vf(2,1) per f(x,y)=9yx+yf(x,y) = \frac{9y}{x + y} e il versore v=(45,35)v = (\frac{4}{5}, \frac{3}{5})

Calcoliamo per prima cosa le derivate parziali rispetto a xx e yy

fx(x,y)=ddx(9yx+y)=ddx(9y(x+y)1)=0(x+y)1+(9y(x+y)2)=9y(x+y)2\begin{aligned} f_x(x,y) &= \frac{d}{dx}\left( \frac{9y}{x + y}\right) \\ &= \frac{d}{dx}\left( 9y \cdot (x+y)^{-1}\right) \\ &= 0 \cdot(x+y)^{-1} + (-9y(x+y)^2) \\ &= \frac{-9y}{(x+y)^2} \end{aligned} fy(x,y)=ddy(9yx+y)=ddy(9y(x+y)1)=9(x+y)1+9y((x+y)2)=9x+y9y(x+y)2=9x(x+y)2\begin{aligned} f_y(x,y) &= \frac{d}{dy}\left( \frac{9y}{x + y}\right) \\ &= \frac{d}{dy}\left( 9y \cdot (x+y)^{-1}\right) \\ &= 9(x+y)^{-1} + 9y(-(x + y)^{-2}) \\ &= \frac{9}{x+y} - \frac{9y}{(x+y)^2} \\ &= \frac{9x}{(x+y)^2} \end{aligned}

A questo punto valutiamo:

Dvf(x0,y0)=fx(x0,y0)v0+fy(x0,y0)v1Dvf(2,1)=fx(2,1)45+fy(2,1)35=9945+18935=25\begin{aligned} D_vf(x_0, y_0) &= f_x(x_0, y_0)\cdot v_0 + f_y(x_0, y_0) \cdot v_1 \\ D_vf(2,1) &= f_x(2,1) \cdot \frac{4}{5} + f_y(2,1)\cdot\frac{3}{5} \\ &= \frac{-9}{9}\cdot\frac{4}{5} + \frac{18}{9}\cdot\frac{3}{5} \\ &= \frac{2}{5} \end{aligned}

🟠 Teorema del gradiente

è un modo per calcolare facilmente la derivata direzionale.

Sia f:XR2Rf: X \subset R^2 \to R, (x0,y0)X(x_0, y_0) \in X e v=(v0,v1)R2v = (v_0, v_1) \in \mathbb R^2 un versore. Se ff è differenziabile in (x0,y0)(x_0, y_0) allora:

fv(x0,y0)=(fx(x0,y0),fy(x0,y0))(v0,v1)=fx(x0,y0)v0+fy(x0,y0)v1\begin{aligned} \frac{\partial f}{\partial v}(x_0,y_0) &= \left( \frac{\partial f}{\partial x}(x_0,y_0), \frac{\partial f}{\partial y}(x_0,y_0) \right) \cdot (v_0, v_1) \\ &= \frac{\partial f}{\partial x}(x_0,y_0) \cdot v_0 + \frac{\partial f}{\partial y}(x_0,y_0) \cdot v_1 \end{aligned}

Dove \cdot è il prodotto scalare.

Da questo teorema deriva che se ff è differenziabile in (x0,y0)(x_0, y_0) allora in (x0,y0)(x_0, y_0) esistono le derivate direzionali secondo ogni direzione vv.

Esempio, sia f(x,y)=2x3y2+3xyf(x,y) = 2x^3 - y^2 +3xy e v=(12,12)v = (\frac{1}{\sqrt 2}, \frac{1}{\sqrt 2}) e (x0,y0)=(1,1)(x_0, y_0) = (1,1), allora:

fv(1,1)=(fx(1,1),fy(1,1))(v0,v1)=(1212)(9,3)=92+32=122=62\begin{aligned} \frac{\partial f}{\partial v}(1,1) &= \left( \frac{\partial f}{\partial x}(1,1), \frac{\partial f}{\partial y}(1,1) \right) \cdot (v_0, v_1) \\ &= (\frac{1}{\sqrt 2} \frac{1}{\sqrt 2}) \cdot (9, 3) \\ &= \frac{9}{\sqrt 2} + \frac{3}{\sqrt 2} \\ &= \frac{12}{\sqrt 2} \\ &= 6\sqrt 2 \end{aligned}

Il gradiente può essere scritto come Df(x,y)Df(x, y), e:

  • Punta nella direzione di massima crescita della funzione
  • La sua norma è il tasso di crescita della funzione in quella direzione.
  • Negando il gradiente, otteniamo la direzione di massima decrescita della funzione.

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